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La paura delle primarie e la smania dei sondaggi

Anna Mossuto
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Mancano quattro mesi, giorno più giorno meno, alle elezioni regionali e un paio di punti fermi oggettivamente ci sono. Il primo: le primarie, invocate come strumento di democrazia per selezionare i candidati, sono temute, viste come un corpo estraneo al modo di fare politica da queste parti. Il secondo: i sondaggi, e qui ce n'è per tutti i gusti e tutte le forze politiche, tra chi l'ha già fatti e se li analizza con una certa soddisfazione e chi li ha annunciati e infine chi si è accodato promettendoli entro febbraio. Insomma il quadro politico umbro è in movimento e in via di composizione, c'è chi procede più speditamente e pensa già alle liste da riempire con nomi e cognomi e chi è ancora alla ricerca del candidato a presidente e delle alleanze. Come sottofondo rimane per qualche settimana la legge elettorale regionale su cui si intrecciano da sempre interessi e visioni discordanti. Il quasi via libera al collegio unico è un passo avanti, ma la probabilità di un blitz sul capitolo preferenze di genere è dietro l'angolo. Eh sì, perché con la riduzione dei posti da 30 a 20 consiglieri bisogna fare bene i calcoli e in una competizione come la prossima c'è chi non ci pensa proprio a fare regali o essere galanti con il gentil sesso. E quindi l'idea che frulla nella testa di qualche membro della commissione è procedere con la preferenza unica. A prescindere dal numero di voti che si potranno esprimere, ribadiamo, per l'ennesima volta, che l'unico criterio che ci piacerebbe vedere applicato in politica e in altri ambiti è quello del merito, e non delle quote rosa e delle preferenze di genere. Centomila volte meglio politici maschi capaci che tre donne non all'altezza in ruoli e in incarichi ottenuti solo per il genere diverso. Per fortuna poi che il listino, il vergognoso porcellum in salsa umbra, è sparito dalla circolazione. E speriamo non ricompaia mai più, considerato che garantiva a chi non aveva neanche i consensi dei propri condomini di essere nominato consigliere regionale. Passiamo alle primarie. Il Pd quando le fa in giro per l'Italia attira pasticci e ricorsi. Allora, meglio non farle. Sembra un controsenso, una contraddizione grossa come una casa dal momento che nel 2007 questo partito della nascita attraverso le primarie ne fece un vanto, un orgoglio. Ma in Umbria non si sono fatte per mancanza di candidati, se non si fa avanti nessuno per mancanza di coraggio inutile invocarle, è soltanto fiato (e anche tempo) sprecato. Invece il centrodestra nel dna le primarie non è riuscito e forse non ci riuscirà a inserirle. Nonostante che un mese e passa fa per tentare l'unità della coalizione avesse annunciato urbi et orbi che per scegliere il candidato a presidente della Regione avrebbe fatto le primarie. E' stato allestito anche il tavolo ad hoc, per ora sospeso, sono spuntate perfino le candidature ma dopo l'ultimo incontro dei vertici umbri di Forza Italia a Palazzo Grazioli le primarie si possono dire sul viale del tramonto. A trotterellare su questo tema è stato il sindaco di Assisi Claudio Ricci, ormai in campagna elettorale da un anno e mezzo e in tour per l'Umbria con il minibus da qualche mese, che prima le ha accarezzate, poi le ha rinnegate, poi le ha accettate, poi le ha rifiutate, e poi basta perché altrimenti il mal di testa incombe. Collegato alle primarie l'argomento dei sondaggi. Allora Berlusconi, appassionato da sempre, ha annunciato ai responsabili umbri di Forza Italia che ne commissionerà uno proprio per individuare il miglior sfidante della presidente uscente Catiuscia Marini. E quindi, a quel punto, pare di capire che l'indagine presumibilmente affidata alla società della Alessandra Ghisleri sostituirà le primarie. Anche Ricci, dopo aver saputo di questa novità e per non essere da meno, ha lanciato la notizia che pure lui farà un sondaggio, entro febbraio. E mentre c'è chi l'annuncia, c'è chi per non perdere tempo già li ha fatti fare. Almeno due-tre secondo la cronaca nell'ultimo semestre. I risultati sono rigorosamente segreti a parole, spifferati nelle orecchie di chi vuole ascoltare. Le percentuali conforterebbero il partito di maggioranza, collocherebbero al secondo posto il Movimento 5Stelle e al terzo posto Forza Italia. Per il resto briciole. Si tratta di indiscrezioni, ovviamente, e fatte a 5 mesi dal voto e senza tutti i candidati a presidente sulla griglia di partenza. Quindi solo intenzioni di voto, nulla di più, per annusare l'aria che tira. [email protected] www.annamossuto.it