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Chi fa le primarie e chi fa marameo

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Anna Mossuto
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In politica mai dire mai. E mai detto risulta più azzeccato in questo periodo. Un esempio? Le primarie. Che per il Pd nel 2007 rappresentavano la cartina di tornasole, la carta d'identità di un partito nuovo che nasceva dal basso e che affidava alla base la scelta della classe dirigente e delle candidature. E per Forza Italia erano lo spauracchio sventolato in qualche occasione più per minaccia che per convinzione anche perché un partito personalistico come quello di Berlusconi non si poteva permettere di discutere la leadership del fondatore. Invece il mondo politico in Umbria si è capovolto. Il Pd non ci pensa nemmeno a percorrere la strada delle primarie nonostante un gruppo sparuto di sostenitori, anzi chiude quasi subito la porta anche per mancanza di sfidanti. Invece Forza Italia, impegnata a smarcarsi da Claudio Ricci, sindaco di Assisi, in pista da qualche tempo come candidato a presidente di un paio di liste civiche e degli alfaniani, a sorpresa ha accettato insieme ai Fratelli d'Italia e alla Lega Nord di misurarsi con le primarie. Insomma in Umbria il centrodestra fa le primarie. E' questa la notizia della settimana. Con tutto quello che ne è conseguito. A cominciare dalle polemiche, dalle fughe in avanti e dai ripensamenti. Una per tutte quella dell'onnipresente Ricci che poche ore dopo l'okay dei partiti dello schieramento alle primarie, di notte sul solito facebook pensa di tranquillizzare gli amici dicendo che tanto a prescindere dal risultato il suo nome sulla scheda elettorale ci sarebbe stato. Ma come, uno fa le primarie e se ne frega dell'esito? Allora o è tutto un gioco e diciamolo oppure il candidato Ricci temendo imboscate pensa di contrattaccare spargendo su internet slogan che sfiorano l'arroganza spiazzando perfino i suoi fidi e antichi sostenitori.  Necessario a tal proposito un passo indietro per una ricostruzione più precisa dei fatti. A fine ottobre Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega chiedono a Ricci di fare le primarie. Ricci risponde no perché si è cucito addosso il ruolo del candidato a presidente e forse fa loro anche un gesto di marameo. Passa un mese e Ricci cambia idea e si dichiara pronto a fare le primarie. Bene, gli altri partiti si consultano con Roma e accettano di fare le primarie. E siamo arrivati a oggi. Ma Ricci in attesa di un tavolo (fissato per metà settimana) che indichi regole, modalità, programma delle primarie diffonde una sua road map stabilendo una serie di paletti tipo numero di seggi in ogni comune, tipo termine entro cui compilare le liste. Proprio da uomo solo al comando. Ci mancano solo i nomi e cognomi dei candidati consiglieri e degli assessori, ma su questo ha rimediato quasi subito. Insomma la situazione è più ingarbugliata che mai. E rischia di esserlo ancora di più con l'effetto di sparecchiare il tavolo delle primarie e andare ognuno per conto proprio all'appuntamento della prossima primavera. Allora, quattro cinque considerazioni vanno espresse. La prima riguarda lo sfidante della presidente uscente Catiuscia Marini: se il centrodestra vuole andare unito deve sottoporsi alle primarie altrimenti andrà diviso con Ricci da una parte e Nevi-Squarta-Polidori o pinco pallino dall'altra. Di conseguenza le probabilità di una qualche affermazione per il centrodestra saranno ridotte al lumicino per una banale questione di numeri. La seconda attiene alla scarsa fiducia che ha Ricci nei suoi alleati, ha paura di una trappola e allora, questa è una previsione, cercherà ogni pretesto, ogni scusa per non sottoporsi alle primarie anche se non può ritirarsi pena una pessima figura. Sembra proprio questa la strategia, cosciente o incosciente, adottata dal sindaco della città del Poverello, soprattutto nel leggere i suoi pensierini sui social o la tempesta di email diurne e notturne che proviene dalla sua posta elettronica. La terza può trovare rispondenza alla voce abboccamenti. Visto il delinearsi della situazione, ecco partita una serie di contatti e telefonate che hanno il senso, neppure tanto velato, del corteggiamento. L'obiettivo sarebbe quello di sfaldare il trio del centrodestra e il partito che potrebbe fare il salto della quaglia, secondo le indiscrezioni, è la Lega Nord. Qualora ciò si verificasse avrebbe dell'incredibile perché il partito di Salvini, che in Umbria ha un vuoto di rappresentanza dopo il passaggio dell'unico consigliere regionale Cirignoni al gruppo di Umbria Popolare-Ncd, abbraccerebbe Ricci e quindi gli alfaniani e quindi di nuovo il "fuggitivo". In politica può accadere di tutto, ma sarebbe l'unico caso in cui la Lega Nord siglerebbe un'intesa con il Nuovo centro destra. C'è chi parla di un accordo già stretto e tutto a vantaggio di pezzi di forzisti e di Fratelli d'Italia che avrebbero garantito un posto in lista e di conseguenza più probabilità di elezione. Mah, che dire? Se così fosse, meglio il silenzio che coprirebbe l'indignazione. La quarta riflessione è collegata alla terza. E rientra in questa anomala campagna acquisti di movimenti, liste civiche e anche partiti. Con promesse di assessorati oltre a candidature in consiglio. Bisognerebbe fare un po' di conti perché non è ancora ufficialmente partita la campagna elettorale e ancora non è decisa la data delle elezioni e già sono una ventina gli assessori in pectore e un'ottantina i candidati nella stessa lista. Insomma prima di promettere è meglio non strafare perché alla fine i nodi vengono al pettine e le bugie hanno le gambe corte. L'ultimo aspetto. Se il centrodestra riuscirà a fare le primarie meriterà un applauso. Perché dimostrerà maturità politica e si appunterà sul petto una medaglia, quella di aver fatto diventare l'Umbria la prima regione, quindi un laboratorio, dove anche questo schieramento adotterà uno strumento di vera democrazia per scegliere il candidato a presidente. Chapeau! Ma se dovessero saltare per un motivo o un altro allora i re saranno nudi e i giochini scoperti. [email protected] www.annamossuto.it