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La voglia di primarie e Ricci fa il burlone

Anna Mossuto
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La politica ruota attorno alle primarie. In questo non c'è niente di sorprendente. Anzi è normale che sia così, alla vigilia di una campagna elettorale tutta invernale. Ma la voce primarie prima apparteneva soltanto al mondo del centrosinistra, oggi è entrata nel vocabolario anche del centrodestra. Poi vedremo come e grazie a chi. Allora, a invocare e sbandierare le primarie ci pensa un comitato nato all'interno del Pd che ne sta facendo una questione di principio innanzi tutto nel nome di un cambiamento e di un cambio di passo. Il segretario del partito Giacomo Leonelli lo ha incontrato, ha raccolto il documento di due pagine in cui sono spiegate nel dettaglio le motivazioni e le idealità delle primarie e domani pomeriggio lo porterà all'assemblea regionale. E il parlamentino del Pd si esprimerà. Forse. Ma al di là di tutto e assodata anche la giustezza delle argomentazioni a sostegno delle primarie, bisogna sempre ricordarsi che le idee per camminare hanno bisogno delle gambe degli uomini. Tradotto vuol dire che il comitato che vanta anche una dote di un migliaio di firme non ha ancora individuato un candidato da portare alle primarie. E allora il discorso rischia di rimanere accademico, teorico, che non approda da nessuna parte. Una battaglia che ha un peccato originale, e cioè la mancanza di concretezza. Con questo non vogliamo dire che siamo contrari alle primarie. Anzi, è l'esatto opposto. Per noi le primarie dovrebbero essere organizzate sempre e per ogni tipo di consultazione, per ogni tipo di candidatura e per ogni tipo di partito. E dovrebbero essere disciplinate per legge, quindi obbligatorie. Ma questo strumento perde di efficacia e di legittimità se il suo utilizzo diventa strumentale e brandito come una clava per una qualsiasi resa dei conti. Detto ciò, passiamo all'assemblea di domani. Se non ci saranno colpi di scena o altri rinvii sarà concesso il via libera alla riconferma della presidente della Regione Catiuscia Marini, anche se non è esclusa l'ipotesi di accettare comunque un'altra candidatura. Ma non si deciderà nulla sulle deroghe dei consiglieri regionali e tanto meno sui nomi da inserire in lista. Un altro mese minimo di traccheggiamenti anche aspettando la nuova legge elettorale. E così sarà un Natale di fibrillazioni e nervosismi, di veti e qualche ricattuccio. A stare più indietro nei compiti da svolgere è ovviamente il centrodestra, spaccato sulla autocandidatura di Claudio Ricci che sta assumendo le sembianze sempre più del classico uomo solo al comando. Anzi neppure al comando, un politico solo e basta. Che continua a divertirsi come un bambino con la tecnologia tra avatar, facebook, second life, iPad e mini, twitter e via dicendo. Con una mania ossessiva di essere e fotografarsi dappertutto, alla sagra della patata alla messa con la fascia da sindaco al convegno su pinco pallino, perchè adora essere l'addetto stampa di se stesso. L'ultima genialata targata Ricci è l'annuncio che ha dato qualche sera fa, rigorosamente via social, e cioè che è d'accordo con le primarie. Ma come? Gliele hanno chiesto quasi in ginocchio, a cena e durante l'happy hour, a colazione e a merenda, e lui nisba. Agli esponenti del centrodestra, coalizione da cui proviene e che lo ha eletto, ha sempre risposto, temendo a torto o a ragione una trappola, negativamente. E ora travestendosi da personaggio di guerra stellare fa sapere di aver cambiato idea. Per carità niente di male a cambiare idea ma un po' di coerenza e di decenza non guasterebbe in politica. Ma Ricci è fatto così, si è investito da solo nel ruolo di candidato alla presidenza di Palazzo Donini, e da solo decide la campagna elettorale. Si è immischiato delle amministrative di maggio scorso appoggiando il candidato di centrosinistra a Perugia ed è stato sfortunato o avrà portato male perché ha vinto il centrodestra. Ritiene di essere al di sopra dei partiti e forse anche dei cittadini, anche se per avere contezza dei confini dell'Umbria è ricorso al minibus che non è manco un'idea originale. Comunque, il sindaco di Assisi va avanti come un treno, fregandosene anche delle lamentele e delle critiche della gente che abita nella città del Poverello che si sente trascurata e chiede solo di essere governata. E a proposito delle primarie, ci aspettiamo che Ricci comunichi al mondo un'altra notizia, e cioè che è contrario alle primarie. A Terni un vecchio e saggio proverbio dice che prima o poi bisogna fare pace con il cervello. Meglio prima che poi di questi tempi. [email protected] www.annamossuto.it