Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perseguitato dopo una scappatella non regge il peso delle udienze

Federico Sciurpa
  • a
  • a
  • a

“Non ce la faccio più. Questa vicenda mi ha logorato psicologicamente e fisicamente. Se mi promettete che questa donna non mi chiamerà più rimetto la querela. Non voglio più saperne di lei. E neanche di questo processo”. La presunta vittima, un professionista di San Giustino di 54 anni, ha chiuso così, in modo inatteso, un caso giudiziario durato cinque anni. E' sua la parola fine del processo avviato per stalking e diffamazione via web con imputata una donna di 52 anni di Sansepolcro. Non ce la faceva più a sostenere il peso delle udienze. Il giudice del tribunale di Perugia, Sonia Grassi, ha messo il punto definitivo al procedimento penale. Una vicenda di tradimenti e persecuzioni sfociata in una denuncia. L'uomo, sposato, dopo aver avuto un rapporto extraconiugale con l'imputata - è la ricostruzione dell'indagine - è stato oggetto di sms considerati persecutori, “tanto da fargli cambiare comportamenti e stile di vita” e una presunta diffamazione via Facebook con frasi ingiuriose. Questo perché l'uomo l'ha lasciata. E la donna ha scoperto altre scappatelle infefeli. Ha anche minacciato di rivelare tutto alla moglie. Così è stato, alla fine della vicenda, e questo ha spinto l'uomo a presentare denuncia. La donna era difesa dall'avvocato Raffaele Massimo Santillo. L'uomo ha ammesso di non aver sentito né visto la sua presunta stalker dal 2014, anno della querela. Ma poi c'è stato il processo che lo ha costretto a rivivere passo passo quella vicenda che per lui è diventata insopportabile. Da qui la volontà di chiudere anche la sequela di udienze. “Basta che questa storia si chiuda qui”. Anche se nessuno lo ha potuto mettere per iscritto, le parti si sono dette d'accordo nel terminare anzitempo il procedimento. Non sono state neanche ascoltate due testimoni chiamare a riferire della storia davanti al giudice.