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Il Perugia e il salto di qualità mancante: con le big conquistati solo 6 punti su 30 disponibili

Nicola Uras
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Ogni volta che il Grifo può compiere il salto di qualità e iscriversi alla lotta per qualcosa in più di una qualificazione in extremis alla zona play off, viene rispedito al mittente. Sconfitto. Il ko con il Verona non è caso isolato ma un ritornello che si ripete in una stagione, questa della rifondazione, che il Perugia sta vivendo costantemente sull'altalena. I grifoni non riescono a salire l'ultimo gradino della competitività, quello che poi permetterebbe di sedersi al tavolo delle big. Un dato sin qui è esplicativo: con le squadre che la precedono in classifica, il Perugia ha vinto solo una volta. Nel dettaglio i grifoni hanno perso sei volte, pareggiato tre e vinto una. Per un totale di appena 6 punti conquistati sui 30 disponibili. Con l'attuale capolista Brescia il Perugia ha pareggiato all'andata (1-1), esordio in campionato, e poi perso al Curi a inizio 2019 dopo una buona prestazione (0-2). Con Palermo e Verona, attualmente al secondo posto sono arrivate quattro sconfitte: 4-1 e 1-2 con i siciliani, doppio 2-1 con gli scaligeri.  Con il Lecce dell'ex Liverani nel girone di andata è arrivato un punto (0-0 al Via del Mare) mentre l'unica vittoria è stata conquistata contro il Pescara al Curi (2-1). Altra sconfitta con il Benevento (2-1 in rimonta al Vigorito) e poi il terzo pareggio quello con il Cittadella (2-2 al Tombolato). Per provare a invertire parzialmente la rotta la banda di Nesta ha a disposizione le partite in casa con Lecce, Benevento e Cittadella più la trasferta di Lecce. Insomma c'è ancora tempo per fare questo benedetto salto di qualità: dieci partite sono ancora un'eternità.  “Ho fiducia in questo gruppo” si è precipitato a sottolineare Alessandro Nesta in sala stampa nel post partita. “C'erano delle aspettative alte per la sfida con il Verona - continua - ma questo ko non ci deve buttare giù”. “Cosa manca per il salto di qualità? Abbiamo preso gol su calcio piazzato poi abbiamo dormito sul secondo gol. Cosa ci manca? Non lo so, quando incontriamo avversari che palleggiano più di noi andiamo in difficoltà. Nel primo tempo la squadra ha corso a vuoto e sprecato troppe energie. Tra il primo e il secondo gol abbiamo perso le distanze, a noi è mancata densità e si sono aperti troppi spazi dove la palla può girare” l'analisi cruda del tecnico romano. E ancora: “Nel primo tempo siamo stati troppo disordinati abbiamo speso molto. La squadra non si è dimostrata brillantissima. Il finale è stato d'orgoglio, ma ormai era troppo tardi. Peccato loro hanno tirato poco e noi potevamo fare meglio davanti”. Su Kingsley attaccante: “Poteva fare meglio anche se due situazioni le ha create. Un esperimento che non va buttato”.