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I nuovi affari dei clan criminali e la mappa dei beni confiscati

Marina Rosati
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“Ci sono situazioni poco chiare negli acquisti di aziende locali che magari per tanti anni sono state in mano a imprenditori umbri e che poi, dall'oggi al domani, finiscono nelle mani di persone che hanno molto denaro in contanti. Lo stesso vale per le operazioni immobiliari”. Hanno risposto così i rappresentanti del mondo dell'impresa e del lavoro umbro intervistati nell'ambito del rapporto “Liberaidee” condotto dall'associazione fondata da don Luigi Ciotti sulle infiltrazioni mafiose in tutta Italia. Un rapporto che ha confermato il reale interessamento all'Umbria da parte delle cosche criminali a cui sono stati confiscati 122 particelle catastali pari a circa 55 beni, secondo l'ultimo aggiornamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata. Criminalità che ultimamente si sta orientando verso ricettività di lusso e agricoltura di pregio.  SERVIZIO COMPLETO NEL CORRIERE DELL'UMBRIA DI MARTEDI' 5 MARZO 2019