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"Così abbiamo fatto rinascere via della Viola"

Sabrina Busirivici
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Trent'anni fa c'erano le famiglie a far pulsare via della Viola a Perugia. Poi lo spaccio si è impossessato del quartiere per lungo tempo. Nel novembre 2012 i cittadini si sono rimboccati le maniche e, “senza aiuti istituzionali” dicono orgogliosi, hanno dato nuova vita al quartiere (che comprende anche via Cartolari) tanto da ottenere la consacrazione di David Byrne. Il musicista, la scorsa estate a Perugia per Umbria jazz, ha attraversato via della Viola, e colpito dalla forte identità che vi si respira, l'ha inserita nella sua mappa mondiale dei luoghi felici. Ma non finisce qui, l'associazione del quartiere, Fiorivano le viole, ha di recente vinto un bando regionale con fondi ministeriali ottenendo un finanziamento di circa 30 mila euro che, in parte, è subito servito ad aprire, al civico 32, uno spazio polifunzionale, culturale: una trentina di metri quadrati destinati “ad accogliere artisti - spiega il presidente dell'associazione Giuseppe Matozza -. Dove si faranno corsi di teatro, di arti circensi. Sarà anche sede permanente del trio Ars et labor, accoglierà corsi di lingua, laboratori per bambini, lezioni di yoga, letture. Dialogo e integrazione saranno alla base”. “Insomma - prosegue Matozza -. Questa esperienza ci ha fatto acquisire la consapevolezza della necessità di trasformare il degrado e l'abbandono in spazio comune partecipato”. Servizio completo nel Corriere dell'Umbria del 24 gennaio 2019