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Chiusura della E45, a rischio 100 posti di lavoro

Marina Rosati
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“La chiusura della E45? Un autentico terremoto economico”. Non usa mezzi termini il presidente di Cna Umbria Renato Cesca che, a meno di una settimana dal blocco del traffico sul viadotto Puleto, chiede interventi immediati e il ripristino della viabilità entro l'estate. Un terremoto del quale le associazioni stanno contando le prime vittime. Ed è la Figisc, la categoria dei distributori di carburanti di Confcommercio a dare i primi allarmanti numeri: almeno 100 posti di lavoro a rischio per i quali si chiede l'attivazione immediata degli ammortizzatori sociali. Sono una ventina gli impianti di distribuzione del carburante lungo la E45, messi in ginocchio dalla chiusura. Ad essere penalizzati non sono solo quelli più vicini al tratto sotto sequestro, nell'Alta Umbria, che in qualche caso hanno addirittura chiuso. Tagli di circa il 50% nel fatturato si registrano anche in quelli vicini al capoluogo di regione. E intanto lunedì, 21 gennaio, Anas ha consegnato al pm Rossi la relazione tecnica che dimostra che il ponte "non è in rovina". Martedì summit al ministero tra Toninelli e la delegazione guidata dall'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. SERVIZIO COMPLETO NEL CORRIERE DELL'UMBRIA DI MARTEDI' 22 GENNAIO 2019