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Luciano Gaucci compie 80 anni: i tredici anni a Perugia tra vittorie, illeciti e colpi clamorosi di mercato

Gaucci nell'ultima intervista a Roma con il Corriere dell'Umbria: era il 2011

Nicola Uras
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Luciano Gaucci compie 80 anni. L'ex presidente del Perugia - nato il 28 dicembre 1938 - ha scritto autentiche pagine della storia del club biancorosso e non solo. Dopo l'esperienza come vicepresidente della Roma, Gauccione - che vive a Santo Domingo ed è molto malato (LEGGI QUI) - rimase alla guida del Perugia per oltre 13 anni, dopo averlo acquistato il 7 novembre del 1991 in serie C, sino a portarlo a giocare in Coppa Uefa, vincendo l'Intertoto. In mezzo una promozione dalla C1 alla B nel 1994, due promozioni dalla B alla A (1996 e 1998), più una promozione in B revocata per illecito sportivo al termine del campionato 1992-1993, che gli costò tre anni di squalifica.  Negli anni della Serie A con Serse Cosmi come allenatore la squadra raggiunse la semifinale di Coppa Italia 2002-2003 e la partecipazione alla Coppa Uefa 2003-2004, successiva alla vittoria della Coppa Intertoto 2003, primo e unico trofeo europeo conquistato dal Perugia nella sua storia. La sua esperienza con il calcio - fu anche proprietario di Viterbese (dove porto ad allenare la Morace, prima donna nel calcio italiano maschile), Catania e Sambenedettese - si chiuse con il fallimento del Perugia, che non riuscì nel 2005 ad iscriversi alla serie B, e da allora Gaucci scelse di rifugiarsi nella Repubblica Dominicana, per non rispondere all'accusa dell'associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta che l'aveva visto coinvolto con i figli Riccardo e Alessandro, anche loro coinvolti nella gestione del Perugia.  Da latitante Gaucci patteggiò la pena di tre anni. Prima di entrare nel calcio, Gaucci aveva operato come imprenditore attraverso “La Milanese”, un'impresa di pulizie creata a Roma, alla quale aveva affiancato anche una scuderia ippica. Proprio attraverso i cavalli si ricorda uno dei suoi più grandi affari (il purosangue Tony Bin acquistato per la somma di 12 milioni di lire ed averlo rivenduto, dopo aver vinto tre miliardi di lire di premi, a 7 miliardi di lire).  Anche nel calcio fecero scalpore tanti affari, con giocatori sconosciuti acquistati in tutte le parti del mondo: dal giapponese Nakata al sudcoreano Ahn, poi rivenduti con grossi guadagni, sino a quando fece firmare il figlio del colonnello Gheddafi, Saadi che poi disputò una sola partita giocando contro la Juventus.