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Consulenze: chiesti danni a sei professori universitari

Catia Turrioni
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La procura regionale della Corte dei conti chiede che sei professori dell'Università degli studi siano condannati a risarcire un presunto danno all'ateneo che si aggira complessivamente intorno a 1,8 milioni di euro. Si tratta di Antonio Borri, Franco Cotana, Vincenzo Pane, Federico Rossi, Josè Maria Kenny e Fabrizio Frescura. Il procuratore Antonio Giuseppone mette sotto la lente attività extraistituzionali svolte dai docenti, tutti a tempo pieno, sulla scorta degli accertamenti della guardia di finanza.  La procura regionale ritiene che, a vario titolo, siano state violate le norme che limitano lo svolgimento di determinate attività, anche se in certi casi sussistevano persino le autorizzazioni da parte dell'ateneo. La controversia scaturisce da diverse interpretazioni dell'articolo 6 comma 10 della legge 240 del 2010. I legali dei docenti convenuti in giudizio, gli avvocati Federica Pasero e Alessandro Formica, anzitutto sono pronti a sostenere che tutte le attività finite sotto la lente di ingrandimento sono riconducibili a “consulenze scientifiche”, dunque libere. Nessuno dei docenti in questione, inoltre, ha studi professionali, dipendenti o mezzi per cui si possa contestare un'attività libero professionale.  L'udienza è stata rinviata a maggio per una notifica irregolare a uno dei docenti, che non si è costituito in giudizio.