Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia-Ancona, la rabbia degli imprenditori

Catia Turrioni
  • a
  • a
  • a

“Subito i soldi o siamo pronti a prendere le ruspe e ad andare a smontare pezzo per pezzo quello che noi stessi abbiamo costruito”. C'è rabbia e disperazione tra gli imprenditori edili impegnati nel cantiere della Perugia-Ancona, di fatto sospeso, dopo che il contraente generale (la Astaldi spa) ha richiesto l'ammissione alla procedura del concordato preventivo che comporterà notevoli ritardi nel completamento dell'opera ma soprattutto nel pagamento dei crediti che le imprese locali (18) vantano nei suoi confronti, qualcosa come 30 milioni di euro.  La situazione è gravissima e se ne sono resi perfettamente conto i parlamentari ieri mattina presenti in sala, Walter Verini (Pd), Francesco Zaffini (FdI), Raffaele Nevi (Forza Italia) e la 5 stelle Tiziana Ciprini che in tempo reale (“merito delle nuove tecnologie” - ha detto mostrando un messaggino whatsapp) ha strappato al ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli la promessa di aprire al più presto un tavolo di confronto per trovare una soluzione alla vicenda. L'assessore regionale Giuseppe Chianella si è detto disponibile in qualunque momento a recarsi a Roma. Intanto nella sede dell'Ance il dibattito si è spinto oltre. Il presidente dell'associazione Stefano Pallotta è andato giù pesante: “Non ci sono per caso riflessioni da fare - si è chiesto - o forse addirittura indagini, sui meccanismi di affidamento dei lavori, sulla congruità degli importi messi a gara e su quel forsennato sistema di scatole cinesi che come unico risultato hanno portato in passato o rischiano di nuovo di portare al fatto che gli unici che hanno lavorato, regolarmente, nei tempi e nei modi giusti, potrebbero non essere pagati?”.