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Borgogiglione, accusati i vecchi vertici

Eleonora Sarri
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Tre precedenti amministratori della Tsa, la società che gestisce la raccolta e smaltimento dei rifiuti nell'area del Trasimeno, sono finiti nell'inchiesta relativa alla discarica di Borgogiglione. La procura di Perugia, che ha fatto notificare ai tre l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, viene contestata una truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche per due milioni di euro. Le indagini sono condotte dai carabinieri forestali e vanno avanti da tempo evidenziando criticità anche sulla gestione del biogas all'interno della discarica di Borgogiglione che hanno poi portato a svolgere indagini e accertamenti anche con il personale gestore dei servizi elettrici per verificare la corretta incentivazione pubblica. La normativa di settore prevede infatti il recupero del biogas prodotto all'interno delle discariche per la produzione di energia elettrica e per tale attività sono previsti degli incentivi statali oltre alla vendita dell'energia prodotta. Nella discarica di Borgogiglione sono presenti due impianti di produzione di energia elettrica da biogas, uno relativo alla vecchia discarica che gode di incentivazione e un altro relativo alla nuova discarica che non gode di incentivazione ma per cui era prevista la sola vendita dell'energia prodotta. Secondo le prescrizioni imposte nell'atto autorizzativo e negli atti di contratto con il Gse le due linee di captazione dovevano essere separate.