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Finto vescovo ha mandato sul lastrico 145 risparmiatori, i racconti choc

Marina Rosati
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Una vettura portata via col carrattrezzi e un organo “del Cinquecento - assicurano i dipendenti dell'abbazia - di grande valore” posto sotto sigilli. Il Castello di Petroro, 14 stanze sempre piene almeno fino a luglio, mèta dei turisti spirituali dal Nord a Sud Italia, è una di quelle attività che Massimiliano Muzzi, anzi Max of Strichen, nato a Roma, classe ‘72, autoproclamato vescovo della Chiesa cattolica ortodossa ecumenica nella citata abbazia di Petroro, utilizzava per far transitare i soldi ottenuti con società estere, tra cui l'inglese Lux finance, società schermo che si procacciava i clienti da spennare, e due fondi fittizi - Pegasus Royal e Pegasus Gold - attraverso cui con una rete di 9 sodali, tra cui la moglie e la compagna, aveva messo in piedi frodi per decine di milioni di euro a danno di 145 risparmiatori, dal 2012 al 2016. Nel 163 pagina di ordinanza si leggono i racconti choc dei cittadini raggirati che parlano anche di "suicidio" proprio a causa di Max e della sua organizzazione finita nel mirino del gruppo di polizia valutazione della guardia di finanza di Roma. SERVIZIO COMPLETO NEL CORRIERE DELL'UMBRIA DI DOMENICA 27 MAGGIO 2018