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Sostanze pericolose nell'affluente del Nestore, 4 indagati

Il deposito al Cerro

Alessandro Antonini
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Il rifiuto liquido fuoriuscito dal deposito delle vinacce della distilleria, a Marsciano, veniva scaricato "compromettendo lo stato delle acque" in un fosso affluente del Nestore, fiume che di lì a poche centinaia di metri si getta nel Tevere. E' la tesi della procura di Spoleto, pubblico ministero Gennaro Iannarone, che ha inviato l'avviso di conclusione delle indagini per inquinamento ambientale in concorso a Irma e Gianluca Di Sarno, legali rappresentanti della distilleria Di Lorenzo, a Gennaro Balice, responsabile ambientale della ditta e ad Andrea Lanari, operaio della Di Lorenzo. E' l'ennesima tegola giudiziaria per la srl di Ponte Valleceppi che produce alcolici. L'indagine condotta dai carabinieri del Noe dell'Umbria, ha stabilito che i quattro “con più azioni consecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, abusivamente cagionavano la compromissione e il deterioramento significativo e misurabile delle acque del Fosso del Palazzo, affluente del Nestore, avendo l'Arpa riscontrato sia il superamento dei limiti per gli indicatori di domanda chimica (843 mg/l contro la soglia di 160) e biochimica di ossigeno (560 mg/l su limite di 40), sia la presenza di sostanze pericolose (fenoli) nella misura di 0,021 milligrammi per litro quando il limite per le acque idonee alla vita dei pesci è di 0,01 mg/l”. Per l'avvocato dei DI Sarno, Francesco Falcinelli "la condotta risulta priva dell'offensività concreta". Servizio completo nell'edizione del Corriere dell'Umbria dell'11 maggio