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Via del Macello offende gli animali: c'è chi vuol cambiare nome

Federico Sciurpa
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Nelle scorse ore Peta, la fondazione per il trattamento etico degli animali, ha scritto una lettera al sindaco di Perugia Romizi. La proposta è quella di cambiare il nome di via del Macello in via della Compassione. “Il termine Macello - spiegano nella lettera - richiama l'industria della carne, un'industria violenta dove gli animali, dopo mesi di sofferenza subiscono un viaggio stressante e terrificante verso il macello, dove molti vengono uccisi mentre sono ancora coscienti”. Cambiare un nome che fa riferimento a morte e violenza, con uno attento alla pace e alla gentilezza, secondo i proponenti, sarebbe più opportuno. “Non è la prima volta che si parla di cambiare nome alla via - racconta Emanuele Prisco, assessore all'Urbanistica - una decina di anni fa si pensò di dedicarla a Falcone e Borsellino e venne fatta una raccolta firme che ottenne parecchie adesioni, mi pare quattro o cinquecento. Più tardi si penso di dedicarla alla memoria di un carabiniere scomparso in servizio. Al tempo un freno lo posero le aziende che lavorano nella zona, per le quali il cambio di nome della via, tra documentazioni, carte intestate e documentazione creerebbe alcuni problemi”. “In ogni caso un nome che rimanda ai concetti di legalità - sottolinea Prisco - penso sarebbe molto adeguato per il quartiere”. Cambiare nome a una via non è un'operazione impossibile e seguendo il giusto procedimento può essere fatto senza problemi. “Proprio in questi giorni - commenta Dramane Diego Wagué, assessore comunale responsabile della toponomastica - si stanno completando dei cambi nome a Ripa. Quando la richiesta viene ben motivata ed è presentata correttamente, l'iter si svolge senza particolari intoppi”. Il primo passaggio è quello di interpellare la commissione toponomastica chiamata ad un parere obbligatorio, ma non vincolante, sulla pratica in oggetto. A quel punto la pratica può arrivare in giunta, il cui parere è, invece, vincolante. Infine l'ultimo passaggio spetta alla prefettura che deve esprimere il suo giudizio. Una volta ottenuta l'approvazione di giunta e prefettura allora la procedura è completata. “Quando c'è un buon motivo la procedura è semplice - commenta l'assessore - basta fare tutto correttamente”. Enrico Agamennone