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Percolato, primo processo per l'ex sindaco Di Girolamo

Giuseppe Magroni
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È andata in archivio lunedì la prima udienza del processo legato all'aggiudicazione, in un arco temporale che va dal 2009 al 2015, del servizio di smaltimento del percolato della discarica comunale di vocabolo Valle. Il procedimento è conseguenza dell'indagine condotta dal pm Raffaele Iannella: una sorta di 'preludio' rispetto ai capitoli investigativi che in seguito avrebbero portato ad arresti eccellenti nell'ambito del Comune di Terni. Diciotto gli imputati a cui viene contestata la 'turbata libertà degli incanti', stessa ipotesi di reato al centro delle inchieste 'Spada' e 'Spada bis' che hanno visto in campo - oltre alla polizia di Stato e la guardia di finanza - lo stesso Iannella ma anche il procuratore Alberto Liguori e il sostituto Marco Stramaglia. L'udienza si è tenuta di fronte al giudice monocratico Natalia Giubilei che il prossimo 4 maggio, nelle vesti di gup, deciderà anche sugli eventuali rinvii a giudizio della prima indagine 'Spada' (quella legata all'arresto dell'ex sindaco Leopoldo Di Girolamo e dell'ex assessore comunale ai lavori pubblici Stefano Bucari). Ieri mattina il giudice ha rilevato la prescrizione per il dirigente comunale Luciano Sdogati, la cui posizione è stata pertanto stralciata. Respinte le eccezioni di nullità relative ai capi di imputazione sollevate da alcuni legali difensori. Nel procedimento, il cui dibattimento è stato formalmente aperto, non risultano parti civili costituite. Quattro i testimoni citati dalla pubblica accusa e venticinque quelli chiamati a deporre dalle difese dei diciotto imputati. Quest'ultimi sono l'ex sindaco Di Girolamo, gli ex assessori Bucari, Libero Paci, Luigi Bencivenga, Roberto Fabrini, Silvano Ricci, Sandro Piermatti, Marco Malatesta, Daniela Tedeschi, Renato Bartolini, Simone Guerra, Maria Bruna Fabbri, Giorgio Armillei, Francesco Andreani, Cristhia Falchetti Ballerani, Emilio Giacchetti e i dirigenti comunali Maurizio Galli e Marco Fattore. Gli avvocati difensori sono Donatella Virili, Enrico De Luca, Attilio Biancifiori, Francesca Abbati, Manlio Morcella, Patrizia Bececco, Roberto Spoldi, Federica Pasero e Carlo Moroni. In aula ci si tornerà il prossimo 15 ottobre. Per la procura i tre dirigenti avrebbero "alterato la libera partecipazione agli incanti, frazionando in piccoli importi le commesse pubbliche in modo da eludere la normativa comunitaria che impone l'indizione di gare ad evidenza pubblica [...], in tal modo non veniva garantita l'individuazione della proposta migliore per assicurare la 'par condicio' tra le imprese concorrenti nei territori". Agli amministratori si contesta l'approvazione delle tredici delibere di giunta "emesse dai dirigenti preposti agli incanti, con le quali avevano indetto [...] procedure di gara mediante affidamento in economia, senza indire una gara ad evidenza pubblica". Un comportamento che per la procura avrebbe "violato il principio della libera concorrenza".