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Inneggiano all'Isis e vengono condannati

Federico Sciurpa
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Post e video su Facebook che inneggiavano all'Isis e al reclutamento di militanti per lo stato islamico. Sono queste le accuse che hanno portato alla condann del marocchino processato a Milano e ieri a Perugia dei suoi tre complici. Il giudice per l'udienza preliminare (Gup) Piercarlo Frabotta ha infatti condannato a quattro anni di reclusione, con rito abbreviato, tre extracomunitari di origine tunisina che erano accusati appunto di istigazione a delinquere con l'aggravante del terrorismo internazionale. La sentenza arriva a seguito di un lungo percorso di indagini della polizia postale guidata da Anna Lisa Lillini che ha portato all'arresto nel 2017 dei quattro proseliti dell'Isi. Il loro modus operandi era strettamente legato alla rete: postavano testi e video che inneggiavano appunto all'ideologia legata al radicalismo islamico. A seguito delle indagini giovedì è arrivata la prima sentenza da parte della Corte d'assise di Milano che ha condannato a due anni e quattro mesi il presunto complice marocchino per il quale era stato trasferito il processo in Lombardia. Ieri il completamento dell'attività giudiziaria a Perugia dove i tre tunisini hanno scelto il rito abbreviato che consente la riduzione automatica di un terzo della pena. E invece a fronte della richiesta del pubblico ministero Gemma Miliani di quattro anni e otto mesi, il giudice ha inflitto una condanna più pesante.