Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Insulti omofobi, a giudizio il prof

Federico Sciurpa
  • a
  • a
  • a

“Essere gay è una brutta malattia e tu ne sai qualcosa”. Così si sarebbe rivolto in classe al suo studente, all'epoca 14enne. Che però gli aveva risposto per le rime, rimediando di conseguenza dal professore “due calci, un pugno, per poi essere strattonato per il collo”. Per questo gravissimo fatto “il ragazzo - si legge nelle carte della pubblica accusa - era finito al pronto soccorso dell'ospedale con un ematoma alla coscia. E qui affermò che era stato proprio il suo docente a provocarglielo”. Da qui la denuncia della sua famiglia e il procedimento giudiziario a carico del professore, con la procura della Repubblica pronta ad ipotizzare i reati di abuso d'ufficio, ingiurie, percosse e lesioni. Una vicenda per certi versi inquietante, quella che si sarebbe verificata circa tre anni fa. E sbarcata pure sulla scrivania dell'allora ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, dato che quei commenti omofobici in classe non potevano naturalmente passare “inosservati”. Al punto che nel giro di poco tempo l'avviso di conclusione delle indagini verrà notificato al Ministero e all'Istituto superiore dove tutto si sarebbe consumato, proprio allo scopo di valutare da parte loro la possibilità di costituirsi contro l'indagato. Che proprio ieri mattina, davanti al giudice per l'udienza preliminare Carla Giangamboni, è stato rinviato a giudizio al termine di una infuocata udienza (caduta solo l'ipotesi delle ingiurie). Con il processo che spalancherà le sue porte nel mese di aprile del 2019. E si preannuncia un'istruttoria dibattimentale lunga e complessa, durante la quale il professore finito sotto inchiesta dovrà cercare in tutti di modi di sgretolare le convinzioni dell'accusa, ribadendo quanto più volte sostenuto nell'imminenza dei fatti. E cioè che “le cose sono andate in modo diverso e io avevo detto l'esatto contrario, cioè che essere gay non è una brutta malattia. Sono stato frainteso”. E sul calcio sferrato “era solo un calcetto, per farlo stare composto visto che lui stava disturbando la lezione”. Si vedrà. Il ragazzo ora è parte civile con l'avvocato Massimo Rolla.