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Scippo mortale, la difesa punta sulla semi-infermità

Federico Sciurpa
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Si apre il 28 febbraio il processo di appello per il caso della morte del pensionato Loredano Maranini, avvenuta dopo la caduta per una tentata rapina. Abdallah Ardouni era stato condannato dal gup Alberto Avenoso a nove anni (il pm ne aveva chiesti tredici). Una pena ritenuta “esemplare” anche dai familiari della vittima. Il marocchino individuato dai carabinieri come responsabile del fattaccio avvenuto alla Pallotta il 4 ottobre 2015, mentre il 72enne faceva, come era sua abitudine, una passeggiata in strada, punterà sulla tesi della semi-infermità mentale. La difesa, rappresentata dall'avvocato Laura Ferraboschi, è pronta a chiedere la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, con la nomina di un perito che faccia chiarezza sulle condizioni psichiche del nordafricano alla luce delle “discordanze tra gli esperti che si sono pronunciati sul punto”. L'uomo ora si trova a Reggio Emilia in una sezione per persone con disturbi psichici. La difesa vuole fare leva sul fatto che “nessuno ha disconosciuto la patologia psichiatrica” di cui il marocchino soffre e che lo rende preda di incubi e allucinazioni.  Il figlio della vittima, Marco Maranini, intanto assicura la volontà dei familiari di essere presenti anche al processo di appello: “La nostra presenza resta un fatto obbligato”. Sarà presente anche il Comune, parte civile, assistito dall'avvocato Pietro Giovannini.