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Sfregia il rivale al volto con una bottiglia: assolto

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Federico Sciurpa
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Alle spalle un'accusa pesante come un macigno: tentato omicidio e lesioni gravi. “Per aver sfregiato al volto - si legge nelle carte della pubblica accusa - un ‘cliente' con il collo di una bottiglia rotta per futili motivi”. Tanto che il pubblico ministero Manuela Comodi aveva chiesto per lui una condanna a ben quattro anni reclusione, mentre la parte civile (rappresentata dall'avvocato Radicchi) aveva avanzato una richiesta di risarcimento pari a circa 50mila euro a seguito di quella tremenda colluttazione, avvenuta all'interno di un'auto in una zona isolata (erano presenti, in tutto, quattro persone. Per due le posizioni sono state archiviate). Ma al temine dell'istruttoria di ieri mattina, ecco il colpo di scena. Con il giudice monocratico che dopo aver ascoltato le diverse parti in causa e aver affrontato nei dettagli la vicenda ha assolto l'imputato (un trans). In fase dibattimentale l'imputato si era difeso con grande forza, sostenendo che “con la bottiglia volevo solo spaventarlo, non fargli del male. Poi ci siamo azzuffati, lui mi è venuto contro. Da qui la brutta ferita, non voluta”. Tesi che, alla fine, ha retto.