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Nella giungla dei contratti, 30mila umbri sottopagati

Marina Rosati
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Se a livello nazionale sono oltre due milioni i lavoratori dipendenti che hanno un salario più basso dei minimo sindacale, inteso come rispetto dei contratti collettivi, nel Cuore verde la quota si aggira intorno ai 30mila addetti. Un numero sicuramente importante, secondo l'analisi dell'Ires-Cgil sulla base dell'incrocio di alcuni dati, che mette in luce le difficoltà del mercato del lavoro sempre più ingrossato dai “working poors”, poveri malgrado il lavoro, che sta portando molte forze politiche a spingere per l'introduzione anche in Italia del salario minimo legale, già presente in 22 Paesi della Ue su 28. Il caso Umbria è ancor più emblematico per una serie di aspetti che incidono sull'attuale forza lavoro composta da 260mila lavoratori dipendenti, 70mila autonomi e 40mila disoccupati. SERVIZIO COMPLETO NEL CORRIERE DELL'UMBRIA DI MARTEDI' 30 GENNAIO 2018