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Piccolo Carro, in campo anche la Caritas

Federico Sciurpa
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La bufera è in atto. Con la chiusura delle indagini che ha avuto l'effetto di un macigno sulla cooperativa sociale il Piccolo Carro, che si occupa di ragazzi in difficoltà affidati da enti e amministrazioni pubbliche (alcuni minorenni arrivano direttamente dai tribunali). Proprio nei giorni scorsi è scattato il sequestro preventivo da oltre 6 milioni di euro per truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture nei confronti dei coniugi a capo della struttura (Cristina Aristei, presidente, e Pietro Salerno vicepresidente). Disposto dal gup dopo che il pm Paolo Abbritti aveva stretto il cerchio, puntato l'indice sul fatto che “la cooperativa, che ha sede legale e operativa a Bastia Umbra e gestisce cinque strutture tra Perugia, Assisi e Bettona, non aveva i requisiti autorizzativi per svolgere attività di carattere sanitario, ma solo quella di tipo socio assistenziale di carattere residenziale a favore di minorenni”.  E intanto scende in campo la Caritas. Servizio completo di Maurizio Muccini sul Corriere del 22 dicembre