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Assenze nel pubblico impiego, è ancora record in Umbria

Alessandro Antonini
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Oltre undicimila “malattie” in più nel settore pubblico umbro (tutti gli enti locali compresi) in soli quattro anni. Con una lieve attenuazione nel 2016 - un calo di circa duemila unità in linea con la tendenza nazionale - che non cambia l'entità dell'escalation di assenze per patologie varie che sta interessando il lavoro pubblico nel cuore verde. Una dinamica da record nazionale. I dati sono frutto dell'elaborazione delle certificazioni Inps estratte dalla banca dati dell'Istituto nazionale di previdenza sociale. Un'impennata che vede ancora una volta l'Umbria in cima alla classifica del Belpaese. In attesa del dato di un 2017 che volge al termine con proiezioni che non si discostano troppo dal dato degli anni precedenti (sopra le 62mila malattie annue), le cifre riportate sotto la dicitura “eventi di malattia” per lo scorso anno riferiscono di 65.060 casi a fronte di 529.378 giornate di malattia consumate. Nel 2015 il picco, con 67.424 eventi di malattia nel 2015 per 547.501 giorni di assenza. 62.123 eventi di malattia nel 2014 per 512.879 giorni. 62.052 eventi per 483.804 giorni di malattia nel 2013. 56.025 eventi di malattia nel 2012 per 446.745 giornate complessive. Secondo la stima percentuale della Cgia (ufficio studi dell'associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre tra il 2012 - primo anno per il quale è possibile avere una rilevazione completa - e il 2015, “in tutte le regioni d'Italia sono in aumento le assenze nel pubblico (dato medio nazionale pari a +11,9 per cento), con l'Umbria che si colloca al top con un più 20%”. Si scende al 16% nel 2016, ma la quota di crescita nel quinquennio resta ben sopra la media nazionale. Servizio completo nell'edizione del 12 dicembre del Corriere dell'Umbria