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Morte Guido Conti, ipotizzato il reato di istigazione al suicidio

Alessandro Antonini
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La tesi del suicidio “indotto” dall'esterno prende corpo in un fascicolo della magistratura. Proprio nel giorno dei funerali dell'ex generale dei carabinieri forestali Guido Conti (vertice in Umbria negli ultimi 5 anni), la procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo che ipotizza il reato di istigazione al suicidio. Titolare dell'inchiesta Anna Scarsella: verranno acquisiti i documenti informatici e telefonici. L'inchiesta è stata aperta in base ad “esigenze tecniche di indagine” e al fine per procedere agli accertamenti. Conti si era congedato dall'Arma l'11 ottobre per diventare dal 1 novembre il responsabile sicurezza e ambiente della Total in Basilicata, nell'area del centro olii di Tempa Rossa, già al centro di inchieste e di un processo appena partito. Pochi giorni di servizio e poi il licenziamento, seguito dal gesto estremo. Poco tempo per mettere le mani in pasta, ma Conti prima di accettare l'incarico si era informato a fondo della materia. Non sono mancati confronti anche sul web (l'ex generale ha oscurato il profilo facebook prima di uccidersi) con ambientalisti che lo avevano messo in guardia sui problemi legati all'estrazione del petrolio in Basilicata. C'è chi ha citato un altro suicidio recente, quello dell'ex ingegnere Eni Gianluca Griffa. Servizio completo nell'edizione del Corriere dell'Umbria del 21 novembre