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Perugina, sale la rabbia dei lavoratori mentre l'azienda pensa alle prossime strategie

Marina Rosati
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La fabbrica è arrabbiata. L'ira dei dipendenti della Perugina di San Sisto si scaglia contro Nestlé, la multinazionale “matrigna” che non vede soluzioni alternative al taglio drastico di 364 dipendenti. Ma la rabbia è rivolta anche nei confronti dei sindacati, colpevoli di non aver bloccato al tempo questa progressiva campagna al depauperamento dello stabilimento perugino. A Ginevra il 27 e 28 novembre il Cae, Comitato aziendale europeo, dovrà dare risposte in merito alla strategia complessiva di Nestlé e quindi anche a Perugia. Solo in questa due giorni sarà più chiaro il quadro complessivo e gli obiettivi programmatici della multinazionale svizzera che ha sempre confermato gli investimenti promessi e soprattutto una forte promozione del Bacio ma d'altro canto non si sono le condizioni economiche e finanziarie per reggere gli oltre 800 dipendenti. La fabbrica tipo per Nestlé si attesta sui 600 e quindi gli esuberi sono necessari per rilanciare una fabbrica più innovativa tecnologicamente ma più leggera dal punto di vista dell'occupazione. SERVIZIO COMPLETO NEL CORRIERE DELL'UMBRIA DI SABATO 11 NOVEMBRE 2017