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Profughi, funziona il modello umbro dell'accoglienza

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Marina Rosati
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Il modello dell'accoglienza umbro funziona. Piccoli gruppi di profughi che vengono dislocati in diverse strutture in modo da creare condizioni di vita e rapporti con la popolazione locale non impattanti. A fronte dei quasi 3mila stranieri arrivati soprattutto dalle terre martoriate dell'Africa, c'è un mondo legato a onlus, cooperative e strutture della Chiesa che ruota intorno a questa emergenza. Un'emergenza che al momento sembra essere sotto controllo alla luce dei minori sbarchi avvenuti in quest'ultimo periodo, ma tutti i soggetti che fino a questo momento si sono occupati di profughi sono allertati perché è dell'estate scorsa l'ultimo bando per l'accoglienza di altri immigrati che, secondo le previsioni e le disponibilità, potrebbero arrivare anche a 3.300. E dietro a uno straniero che arriva c'è un protocollo da seguire, un'attivazione di procedure e anche di risorse che variano a seconda delle situazioni. A fronte dei 2,50 euro giornalieri che ciascuno immigrato riceve ad uso e consumo personale ci sono da considerare moltissime altre spese che bisogna sostenere per curarli e ospitarli, soprattutto le donne, vittime di violenze. Le associazioni che li accolgono prendono in media 30 euro cadauno al giorno ma starci dentro non è semplice. SERVIZIO COMPLETO NEL CORRIERE DELL'UMBRIA DI SABATO 30 OTTOBRE 2017