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Lavoro sì, ma precario

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Marina Rosati
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Tra nuove attivazioni di lavoro e cessazioni il saldo è positivo ma i nuovi posti di lavoro sono caratterizzati da contratti precari. E' questa l'istantanea che viene fuori dai dati dell'Osservatorio sul precariato dell'Inps rielaborati dall'Ires-Cgil. Nel periodo gennaio-maggio 2017 è infatti aumentato il lavoro a chiamata, di per sè povero e instabile, e sono crollati i contratti a tempo indeterminato. Su questo, l'abolizione, provvisoria dei voucher, ha avuto un effetto determinante. In realtà se si vanno a vedere i valori nominali si evince che, sempre nello stesso arco temporale, le attivazioni complessive in Umbria sono state 31.501 e le cessazioni di lavoro 22.751. Una differenza con il segno più ma che non fa di per sè tirare nessun sospiro di sollievo. Il saldo è quindi positivo ma analizzando bene i tipi di contrattualizzazione si evindenzia che il lavoro è sempre più fragile e precario. SERVIZIO COMPLETO NEL CORRIERE DELL'UMBRIA DI LUNEDI' 24 LUGLIO 2017