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Redditi, in Umbria sono sempre più bassi

Jacopo Barbarito
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La crisi taglia i redditi e abbatte il numero dei contribuenti. É questo il quadro emerso nell'indagine effettuata dal Sole24Ore confrontando le dichiarazioni dei redditi del 2016 - riferite quindi all'anno di imposta 2015 - rispetto all'anno di imposta 2007, l'ultimo prima della deflagrazione della crisi. Il quadro nazionale L'evoluzione dei dati nel periodo di maggior sofferenza dell'economia mostrano alcune dinamiche omogenee sull'intero territorio nazionale. In primo luogo nel 65% delle province il reddito medio è calato, anche se nel 30% di questi casi il calo è stato pressochè stabile intorno all'1%. In secondo luogo l'importo medio dichiarato dai contribuenti è calato dell'1,32%, con una media di 20.798 euro, con una perdita di potere d'acquisto reale pari a 278 euro rispetto ai livelli pre-crisi. Altro aspetto non secondario è che, complessivamente, 1,3 milioni di persone (il 3,14% del totale) non hanno più dichiarato un reddito positivo, uscendo così dalle statistiche e finendo per scivolare, in molti casi, nel lavoro “irregolare” o nel sommerso, fatto che spiega la tenuta dei consumi, nonostante la diminuzione dei redditi totali. Leggi il servizio integrale a cura di Jacopo Barbarito sul Corriere dell'Umbria del 6 giugno