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Allevatori e agricoltori a Montecitorio: pecore e cartelli

Sergio Casagrande
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«Senza agricoltura si muore» e «Meno chiacchiere più stalle». «A.A.A. Cercasi normalità» e «Ho perso gli animali non la dignità». Con cartelli in mano e animali al seguito, centinaia di agricoltori e allevatori dalle aree terremotate di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo,  hanno aderito alla protesta del 7 marzo 2017 in piazza Montecitorio, a Roma. A renderlo noto è la Coldiretti. Davanti alla Camera sono state fatte pascolare anche alcune pecore "orfane" delle stalle crollate. Presenti anche i sindaci di alcuni dei comuni colpiti. Tra gli striscioni anche «La burocrazia uccide più del terremoto» e «L'Italia migliore merita giustizia». In piazza Montecitorio è stato apparecchiato un tavolo con i prodotti locali salvati dalle macerie: dalle lenticchie di Castelluccio di Norcia al ciauscolo, dal pecorino Amatriciano a quello di Farindola. Merci che, denuncia Coldiretti, rischiano di sparire per le difficoltà del mercato locale, provocate dalla crisi del turismo e dallo spopolamento dovuto all'esodo forzato, ma anche dai ritardi nella costruzione degli alloggi temporanei. In piazza proiettato il filmato-denuncia #stalletradite sui gravi ritardi della ricostruzione nelle aree rurali dove si sommano inefficienze, incompetenze e furberie. Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha chiesto un incontro con il presidente del Senato Piero Grasso.