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Selfie in sala operatoria prima dell'intervento. Ma il giorno seguente...

Jacopo Barbarito
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Due dottoresse che, sullo sfondo il paziente incerottato, scattano selfie in sala operatoria. La “fuga” dal policlinico Silvestrini a bordo dell'auto di un collega medico fatta fare, il pomeriggio precedente, all'uomo - ricoverato da poche ore in vista dell'operazione alle tonsille e ai tessuti molli del palato - per andare tutti insieme a comprare l'occorrente per una carbonara da mangiare la sera. Quindi, il rientro in reparto e il paziente che riprende possesso del proprio posto letto. Ma, dopo un po', un'altra “fuga”: destinazione stavolta la casa di una delle due, per cucinare la pasta e festeggiare. Infine, la comitiva che termina la serata in un noto pub di Perugia: immancabili selfie e foto ricordo, compreso lo scatto che ritrae colui che poco dopo sarebbe finito sotto i ferri con il braccialetto al polso a indicare lo status di ricoverato. Zoom (proprio così) sul codice a barre. Leggi il servizio integrale a cura di Evandro Ceccarelli sul Corriere dell'Umbria del 12 gennaio