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Insulti e sputi: vittima di bullismo deve cambiare scuola

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Jacopo Barbarito
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Non andava più a scuola volentieri ed era diventato molto taciturno. Segnali sufficienti a una mamma per “indagare” cosa non andasse al figlio, alunno delle elementari. Alla fine l'interessato vuota il sacco e confessa i disagi subiti per colpa di compagni inclini alle prese in giro, agli insulti (“fai schifo”) e persino agli sputi. Decisamente troppo: la madre ha chiesto aiuto alla maestra. “Bisogna fare attenzione a tutelare in modo adeguato le vittime di bullismo”, ricorda Angelo Garofalo, presidente Adoc, che ha seguito il caso dopo che la famiglia ha contattato l'associazione. Secondo Garofalo, le persecuzioni erano messe in atto per “l'invidia generata dalle attività svolte dal bimbo, cosa che succede spesso”. Purtroppo, un primo intervento nell'ambito della scuola non ha alleviato del tutto il disagio. “Il piccolo ha cambiato scuola", ha concluso il presidente.