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Operaio caduto torna a casa, ma il viaggio in ambulanza è a carico suo

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Roberto Minelli
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E' stato dimesso martedì 1 settembre l'operaio trentenne vittima il 21 agosto scorso di un grave incidente sul lavoro a Santafiora di Sansepolcro (LEGGI L'ARTICOLO). L'uomo era caduto dal tetto di un capannone sul quale stava lavorando e aveva riportato fratture che ne avevano determinato il trasferimento in elicottero al policlinico Le Scotte di Siena. Dopo settimane di degenza, il suo quadro clinico è nettamente migliorato anche se lo attendono ancora giorni di riabilitazione e riposo. Il comprensibile entusiasmo alla notizia che poteva fare ritorno nella sua casa di Selci si è velato di amarezza nello scoprire che il viaggio di ritorno ha un prezzo. Piuttosto salato. Oltre trecento euro secondo quanto riferisce il cognato del trentenne raccontando la propria odissea nel reperire un'ambulanza per riportare il congiunto in Altotevere. Alla notizia delle dimissioni, l'uomo si sarebbe sentito rispondere dai sanitari di Siena che al trasferimento in ambulanza doveva provvedere la Usl di appartenenza. A questo punto, il cognato del paziente ha chiamato l'ospedale di Perugia che avrebbe prima richiesto la documentazione medica nella quale si attestava la necessità del trasferimento in ambulanza per poi dirottare la richiesta al plesso tifernate. E' stato allora che l'uomo ha scoperto che, trattandosi di un trasferimento extra regionale, avrebbe dovuto pagare una tariffa e che doveva comunicare in anticipo la data della dimissione. Senza esito anche le chiamate effettuate alle varie Misericordie. Nessuna aveva un mezzo disponibile. Alla fine l'uomo è stato contattato da un struttura di trasporto sanitario di Asciano disponibile dietro pagamento di una tariffa pari a un euro a chilometro. Trasferimento che è stato effettuato in serata. A stretto giro di posta, però, arriverà anche la fattura.