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Cattivo pagatore per errore, banca risarcisce imprenditore

Il Tribunale di Terni

Fabio Toni
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Un'impresa florida e senza debiti. Uno dei soci che di punto in bianco, e nel modo forse peggiore, scopre di essere stato inserito nel registro dei “cattivi pagatori”. Il mondo che gli crolla addosso. L'uomo chiede chiarimenti, si danna per far correggere quello che ritiene essere un grave errore e alla fine si rivolge al giudice. Che gli dà ragione e dispone un risarcimento di 10 mila euro per i danni materiali e morali. La storia è quella di un imprenditore ternano di 59 anni, socio della Fratelli De Angelis snc, a cui il tribunale di Terni ha dato ragione attraverso la sentenza emessa lo scorso 27 febbraio dal giudice onorario Davide Mongatti. Per capire la vicenda bisogna partire dal 2004, quando l'uomo, insieme ad altre quattro persone, presta una fideiussione ad una società che contrae un prestito con un istituto di credito. Tutto in regola, a maggior ragione se si considera che negli anni il debito viene regolarmente saldato. Per questo l'imprenditore ritiene che la sua garanzia sia finita ed effettivamente è così, ma non per tutti. Nel 2010 riceve una brutta telefonata dall'ufficio fidi della sua banca di fiducia, quella che negli anni ha accompagnato ogni passo della sua impresa, e scopre che il suo nominativo da qualche mese è finito nel registro dei “cattivi pagatori” Eurisc. La conferma arriva attraverso un visura in cui legge di non aver pagato quindici mensilità di un debito non meglio precisato. A quel punto l'uomo chiede spiegazioni alla banca che lo ha inserito, dove gli dicono che sì il debito garantito nel 2004 era stato estinto, ma che risultava un altro prestito contratto dalla stessa società nel 2009, sottoscritto dagli stessi fideiussori. In realtà, però, per quel secondo debito lui non aveva apposto alcuna firma. Inizia così un valzer di giustificazioni che non porta a nulla, fino a quando nel febbraio del 2011, dopo alcune lettere dei suoi legali e un invito perentorio da parte di Crif - la società che gestisce le informazioni creditizie sui debitori - la banca riconosce l'errore e si decide a cancellarlo dal “libro nero”. Ma ormai sono passati già quindici mesi e l'uomo chiede giustizia, perché il registro dei cattivi pagatori è visibile a tutti e perché la storia gli è costata parecchio, dal punto di vista professionale e umano. Attraverso gli avvocati Gettulio Belarducci e Scilla Cresta del foro di Terni, fa causa alla banca e il giudice gli riconosce un risarcimento di 10 mila euro, oltre alle spese legali, in seguito alla vicenda in cui, suo malgrado, si è ritrovato.