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Ternana, stadio e clinica: il sindaco Latini risponde a Bandecchi

Luca Mercadini
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Il sindaco di Terni Latini interviene sulle recenti esternazioni, affidate ad un paio di post pubblicati sul proprio profilo Instagram, di Stefano Bandecchi. Esternazioni sul costo delle bollette idriche dello stadio a carico della Ternana Calcio (con specifico riferimento ad un conguaglio di circa 21mila euro) e sull'ipotesi di costruzione di un nuovo stadio, moderno e avveniristico, peraltro subordinata alla creazione di una struttura sanitaria di avanguardia. “Per quanto concerne il primo aspetto – spiega Leonardo Latini – giova ricordare che la convenzione oggi in vigore non nasce con l'attuale giunta ma con quella precedente. In ogni caso siamo al lavoro per risolvere, in tempi rapidi e nel rigoroso rispetto delle regole, il problema sollevato dal presidente rossoverde. Vogliamo individuare soluzioni concrete in un'ottica di assoluta trasparenza. La stessa che intendiamo seguire per quanto riguarda i progetti sul nuovo stadio”.   Progetti attuabili?   “La legge stadi, varata nel 2013, inserita nella legge di stabilità del 2014 e aggiornata nel 2017, dispone una procedura burocratico-amministrativa semplificata per la costruzione di nuovi impianti sportivi con destinazione di uso per altre strutture, tranne quelle di edilizia residenziale. Dunque spazio ad alberghi, supermercati e così via, purché funzionali alla fruizione di tali impianti. Il tutto in un quadro di complessivo equilibro economico-finanziario dell'iniziativa e di valorizzazione del territorio in termini sociali e occupazionali, anche perché ovviamente nessun imprenditore si accollerebbe ingenti investimenti senza la concreta possibilità di ritorni economici. Non conosco altri abbinamenti tra stadi e cliniche mediche ma questo non rappresenta un fattore ostativo. Fermo restando che come amministrazione locale possiamo rilasciare le concessioni edilizie ma ogni decisione in ambito sanitario spetta al governo regionale”.   Dunque nessuna preclusione?   “Assolutamente no, anzi piena disponibilità, anche se mi preme sottolineare a chiare lettere l'esigenza di tutelare le strutture sanitarie pubbliche. Mi riferisco al potenziamento del nosocomio cittadino, autentico esempio di efficienza anche durante la pandemia Covid19. Immagino sia possibile conciliare, in un quadro di assoluto rigore giuridico, istanze niente affatto contrapposte, anzi potenzialmente convergenti”.   Dunque si delinea un quadro di piena collaborazione?   “Certamente, ma l'interlocuzione con Stefano Bandecchi va ricondotta entro i canali istituzionali, anche sulla scia dei recenti, cordiali e proficui incontri”.