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Coronavirus, prenotazioni anche per il volo su Milano ma dall'aeroporto frenano

Alessandro Antonini
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Riaprono i confini tra le regioni, scatta la Fase 3 e l'Umbria si ritrova isolata come mai prima. La regione che più di altre dal turismo vuole ripartire è senza vie di comunicazione. La chiusura del viadotto Montoro si somma alle corse su ferro che restano al palo e alla stasi dell'aeroporto di Perugia. I propositi di sviluppo dello scalo restano a mezz'aria. Il San Francesco di Assisi, dopo essere rimasto in attività solo per le emergenze ma con la cancellazione dei voli di linea, non riprenderà prima del 26 giugno, assicurano dallo scalo. Con il Ryanair per Catania. Anche se sul sito della compagnia irlandese è prenotabile dal 21. Alitalia ha aperto le prenotazioni per il collegamento Milano Linate-Perugia solo dal 1 luglio. A partire da 48 euro a biglietto. Ma la Sase fa sapere che da Linate non è previsto alcun collegamento per Perugia. Al momento. Il settore è tutto nell'incertezza. Anche per le altre destinazioni tutto dipende alla percentuale di riempimento: sotto soglia gli aerei non voleranno. Sono annunciate tre frequenze settimanali da e per Londra a partire dal 1 di luglio, due frequenze settimanale da e per Bruxelles a partire dal 4 luglio. “In attesa di conferma ufficiale dovrebbero inaugurare i voli anche la Laudamotion con due frequenze settimanali da e per Vienna in agosto. Infine, anche Transavia dovrebbe annunciare l'inaugurazione di due frequenze da e per Rotterdam”, fa sapere Sase, la società di gestione. Ma siamo ancora al condizionale. Sul futuro dell'aeroporto intervengono le sigle sindacali. Chiedono alla Regione un cambio di passo. La giunta nei mesi scorsi, in particolare l'assessore alle partecipate, Michele Fioroni, avevano rilevato la necessità di cambiare la governance della Sase. “Quali strategie ha in serbo la Regione Umbria per il settore trasporti e infrastrutture, a partire dall'aeroporto internazionale ‘San Francesco d'Assisi'?” È la domanda che le segreterie regionali umbre di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, rivolgono a Palazzo Donini. “La Regione Umbria intervenga sull'aeroporto scegliendo di investire, sia finanziariamente che strategicamente, sul versante turistico, promuovendo questo strumento utile al tessuto economico dell'Umbria. A tal proposito abbiamo chiesto un apposito incontro all'assessore regionale Melasecche già da tempo, senza alcun risultato. Altre regioni d'Italia, con aeroporti simili al San Francesco, hanno provveduto destinando risorse utili a consentire la vita della struttura e salvaguardarne l'occupazione. L'aeroporto umbro va rivitalizzato, sfruttando questi momenti di incertezza nazionali”. Buone le intenzioni. Gli aerei nel frattempo restano gli hangar.