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Umbria, esami di maturità per settemila studenti. Ma resta il rebus sicurezza

Catia Turrioni
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Prove generali di rientro in classe. L'esame di maturità in programma dal 17 giugno che coinvolge 54 istituti superiori dell'Umbria e oltre settemila studenti, sarà un vero e proprio banco di prova anche in vista dell'inizio, a settembre del nuovo anno scolastico. Lunedì si è riunito per la prima volta il Tavolo di lavoro permanente composto da rappresentanti di Ufficio scolastico regionale, organizzazioni sindacali, enti locali, servizi di igiene epidemiologica, Croce rossa e protezione civile operanti sul territorio. Ne fanno parte,  per l'Ufficio scolastico regionale, la dirigente Antonella Iunti, Sabrina Boarelli, Daniele Caputo, Maria Iuso, Giancarlo Cencetti. Per le organizzazioni sindacali Erica Cassetta  e Cristina Rosi (Cisl), Domenico Maida e Elisabetta Mascio (Cgil), Lucia Marinelli e Tecla Bacci (Uil), Anna Rita Di Benedetto e Maria Paola Sebastiani (Confsal Snals), Daniela Rosano (Anief), Rita Coccia (Anp Umbria), Simonetta Zuccaccia (dirigenti scuola), Borislav Vucjovic (protezione civile), Elektra Cristofori (Croce Rossa), Gabriella Madeo (Regione Umbria - assessorato alla sanità), Silvio Ranieri (Anci), GiamPiero Bondi per la Provincia di Perugia e Tiziana De Angelis per quella di Terni. L'obiettivo è quello di garantire, anche in Umbria, lo svolgimento degli esami di Stato in totale sicurezza, tutelando la salute della comunità scolastica. Ancora è tutto un rebus. Tra i nodi da sciogliere, quello relativo ai trasporti, quello del protocollo da attuare in situazioni di emergenza e infine quello relativo alla sanificazione dei locali. “Noi chiediamo che la procedura venga estesa a tutti gli istituti, anche se non si sono verificati casi specifici - evidenzia per la Cisl, Erica Cassetta - Molti dirigenti scolastici lo stanno già facendo in autonomia, noi vogliamo che lo si faccia per tutti, anche se questo comporterà un aggravio dei costi. Tutte le attività economiche, dai bar ai ristoranti passando per i negozi, per riaprire hanno dovuto sanificare i locali, lo stesso deve accadere per le scuole. Una pulizia, seppur approfondita, a nostro parere non basta”.