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Coronavirus, Umbria pronta a chiedere i danni al governo sull'indice di contagio

Paola Agabiti

Alessandro Antonini
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Indice di contagio, l'Umbria è pronta a chiedere i danni al governo con apposita denuncia. E pretende un'immediata rettifica dell'Rt. Casus belli l'ennesima uscita, ieri, del ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, che ha ripetuto come l'Umbria, insieme a Lombardia e Molise sia tra le uniche tre regioni a rischio moderato, mentre tutte le altre sono a rischio basso. Titoli rimbalzati nuovamente su tv e testate nazionali, nonostante il fatto che anche l'Iss aveva fatto marcia indietro. La Regione contrattacca e non esclude le vie legali. “Le dichiarazioni di chi ancora ricomprende l'Umbria tra le Regioni a rischio medio, sono un'inaccettabile ulteriore dimostrazione di scarsa attenzione nei confronti dei territori, delle comunità locali e di tutti coloro che dall'inizio dell'emergenza si stanno battendo per contenere i danni diretti e indiretti del Covid-19. Scienziati, virologi, statistici ed esperti di varie specializzazioni hanno spiegato in maniera assolutamente oggettiva che i dati diramati nei giorni scorsi erano sbagliati, parziali, non efficaci per una comparazione seria. Quella serietà che ci si aspetterebbe da chi ricopre ruoli istituzionali”. Lo dichiara Paola Agabiti, assessore regionale al Turismo. “Tutti i dati, quelli veri – aggiunge Agabiti – dicono che l'Umbria è una delle Regioni in assoluto con meno  contagi, meno rischi e, anche grazie alle caratteristiche del territorio, minori difficoltà nell'offrire ai turisti condizioni di sicurezza. È per questo che abbiamo lanciato nei giorni scorsi la campagna “Umbria Bella e Sicura” ed è per questo che, insieme a tutte le associazioni di categoria e agli operatori, abbiamo definito linee guida e protocolli per garantire la massima attenzione ad ogni forma di prevenzione. Gli errori di chi ha lanciato in pasto all'opinione pubblica dati forvianti e sbagliati verranno presto cancellati dalla realtà e dalla ripartenza turistica della nostra Regione, le responsabilità politiche no. Quelle resteranno nella memoria di albergatori, ristoratori e tutti coloro che stanno lottando contro la  pandemia e contro l'improvvisazione di alcuni. E' per questo che siamo pronti a tutelare l'immagine dell'Umbria in tutte le sedi”.