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Coronavirus, meno infarti al pronto soccorso: scatta l'indagine a Perugia

Il professor Giuseppe Ambrosio

Alessandro Antonini
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"La sensazione diffusa tra i colleghi è che vi sia stata una riduzione di accessi al pronto soccorso per infarto. Anche a Perugia abbiamo evidenziato questo aspetto”. Giuseppe Ambrosio, direttore del dipartimento di medicina dell'università di Perugia e primario di cardiologia dell'ospedale di Perugia, annuncia uno studio ad hoc sugli effetti delle pandemia nei pazienti cardiopatici. “Stiamo lavorando con progetti di ricerca come università di Perugia insieme all'istituto di ricovero Irccs Multimedica di Milano, a cui collaboro come coordinatore scientifico”, spiega Ambrosio. “E' stata istituita con Multimedica una task force per attivare progetti di ricerca al fine di comprendere meglio il ruolo dell' inquinamento, della riorganizzazione del sistema di assistenza nel territorio e altre problematiche legate all'impatto del virus sulle malattie cardiache”, spiega Ambrosio. Lo Studium perugino ha avviato una ricerca a tutto campo. “Non sappiamo quale possa essere la chiave di lettura di questo fenomeno riscontrato anche in altri nosocomi. La riduzione può derivare anche da un calo dell'attività fisica, o dalla riduzione di particolato, soprattutto nelle aree con più alto traffico veicolare e attività industriali. Una corrente di pensiero dice che possa influire il timore del contagio. E' possibile e non siamo in grado di escluderlo”, precisa il professore. “Ma vorrei segnalare anche un altro fattore, che ha a che fare con l'organizzazione della sanità sul territorio”, continua il docente. “Gli sforzi sono stati concentrati nel contenere la marea montante di pazienti Covid, che ha sovvertito l'organizzazione di tutti gli ospedali sia al loro interno sia in rete, travolgendo un reparto su tutti: il pronto soccorso. Anche i meccanismi di trasporto e soccorso sanitario, le ambulanze, sono state soprattutto utilizzate per questo scopo. E anche qui c'è stata una rivoluzione. Nel trasporto di pazienti Covid i mezzi di soccorso devono fare anche la sanificazione. Le precedenti procedure sono state sovvertite. Per infarto e altre patologie ‘tempo dipendenti' gli ospedali devono integrarsi nella rete hub (ospedali per acuti, fascia II) and spoke (ospedali del territorio, fascia I). Ma la rete degli ospedali periferici, in Umbria e in tutta italia, è stata modificata. I pazienti non hanno più avuto accesso al pronto soccorso con le procedure pre Covid. Ci sono stati spostamenti in altri ospedali e i tempi si sono allungati. La presa in carico da parte del sistema sanitario è stata inferiore e più tardiva”. Per questo “va ripristinata al più presto la funzionalità delle reti per le patologie acute”.