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Coronavirus, ecco il piano umbro per riaprire subito ai turisti: certificati, tamponi e norme sulla sicurezza

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Alessandro Antonini
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Corridoi privilegiati per turisti di fuori regione, italiani e stranieri, che non hanno sintomi o sono guariti dal Covid. Singoli o gruppi di persone  certificati a livello sanitario da Stato o Regioni di provenienza, attraverso le rispettive istituzioni sanitarie che garantiscono lo stato di salute del turista. È il progetto messo in campo da Assoturismo Umbria, l'associazione dei titolari delle attività turistiche aderente a Confesercenti. Il presidente, Matteo Fortunati, già segretario generale agenzie viaggi Confcommercio, ha proposto questo piano per organizzare emettere in sicurezza i flussi turistici già prima della riapertura dei confini. Il provvedimento è stato già presentato in un incontro tra Regione e associazioni di categoria. In attesa del via libera per la ripresa delle strutture ricettive, in Umbria come in Italia, ecco "la proposta di creare corridoi turistici privilegiati che prevede certificati medici e, laddove possibile, tamponi e test ematici, quali garanzie sull'assenza di contagiati tra i turisti. Un meccanismo fatto in accordo che permetterebbe già la riattivazione del sistema, con prenotazioni di vacanze in piena sicurezza per la regione. Per i turisti è in fase di partecipazione un disciplinare rivolto alle strutture e agli operatori del settore", spiega Fortunati. La settimana prossima il piano umbro sarà sul tavolo dell'Enit (l'agenzia nazionale del turismo). Si lavora già in sinergia con le regioni limitrofe, attraverso i contatti fra le medesime associazioni di categoria. La parola d'ordine è sinergia, basta rivalità. Fortunati mette in evidenza come la filiera del turismo, fino ad oggi non compatta, può sfruttare la crisi senza precedenti imposta dalla pandemia come un punto per ripartire facendo rete. Con un obiettivo: attrarre. "Serve politica dei flussi incentrata sull'incoming”, spiega il presidente di Assoturismo, “con un progetto organico di valorizzazione del territorio". Le agenzie, ad esempio, lavorano più sull'outgoing. Fino ad oggi è stato più semplice. L'incoming è più complesso, ma è la sfida del futuro. "Le agenzie ci sono, così come tutte le altre parti del sistema turismo. Serve una politica regionale di filiera, ragionando con tutti i Comuni e proponendo un manifesto dove si valorizzano le varie aree sotto un'unica egida, quella dell'Umbria", conclude Fortunati. Che aggiunge: "La Regione si sta muovendo molto bene sul fronte sanitario, bene anche l'ultima notizia dell'utilizzo del plasma iperimmune come terapia per i pazienti Covid. Anche questo va sfruttato in chiave di promozione turistica. Il nostro settore esce devastato dalla pandemia, le aziende non vedono il futuro, sono un piano organico di rilancio dell'offerta turistica può evitare il disastro".