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Coronavirus, in Umbria tracciamento per chi rientra nelle seconde case

Francesca Marruco
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Tracciamento e controllo. Nessuno può più rientrare in Umbria e non comunicarlo ai servizi territoriali sanitari. Lo ha deciso la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che ieri ha emesso un'ordinanza in cui sta scritto che “è fatto obbligo” di segnalare il proprio rientro alla Usl di appartenenza e di attendere di essere contattato dal Servizio igiene e sanità pubblica. La decisione di tracciare chi arriva in Umbria era stata annunciata lunedì, il primo giorno della fase 2, da quando cioè, chi ha la residenza o vuole eleggerci domicilio, può raggiungere il cuore verde. Bene, chi è arrivato, o arriverà nei proossimi giorni dovrà osservare delle regole: comuncare (tramite il numero Umbria salute, 800636363, o gli indirizzi email, [email protected] 1 e uslumbria2) il rientro e rimanere in attesa di essere contattati dai servizi di igiene e sanità pubblica delle Asl nelle 24 ore successive. In questo ci si dovrebbe astenersi dall'avere contatti. A quel punto scatterà l'indagine epidemiologica sulle circostanze e la modalità del rientro, sulle circostanze e le modalità di isolamento tenute pre-rientro, e sulle condizioni cliniche attuali e pregresse. In base all'esito di questa indagine, se ritenuto opportuno, verrà predisporre l'eventuale indagine diagnostica, dando indicazioni sulle modalità e sulla tempistica dell'effettuazione. Con i test o il tampone. E, a quel punto, in caso di positività, il paziente verrà preso in carico dal servizio territoriale. E scatterà il protocollo ormai rodato per i malati Covid. Nell'ordinanza viene specificato che va osservato “il divieto di spostamenti e viaggi una volta rientrati, si precisa che la circolare del 2 maggio 2020 del Ministero dell'Interno chiarisce che una volta che si sia fatto rientro non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della regione in cui ci si trova, qualora non ricorra uno dei motivi legittimi di spostamento indicati nella circolare stessa”. Quindi, al momento, l'ordinanza è riferita a chi torna in Umbria perché ha qui la residenz o dispone di un altro domicilio, in cui però poi dovrà rimanere. Impossibile per ora ipotizzare l'arrivo in regione di famiglie che hanno seconde case e poi vogliono tornare nelle grandi città. Mal'assessore Luca Coletto ha annunciato che per quando questo sarà possibile, non verranno adottate soluzione diverse. Si a controllo e vigilanza, ma nessuna quarantena preventiva obbligatoria per chi arriverà da altre parti del paese.