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Coronavirus, già oltre mille prenotazioni per i test rapidi privati

Alessandro Antonini
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Prenotazioni che vanno fino a metà della prossima settimana. I laboratori più grandi, quelli dotati di macchinari di verifica e con più punti prelievo afferenti,  hanno fatto oltre 100 test anti Covid nel secondo giorni di apertura del servizio. I più piccoli, con un solo ingresso, sono arrivati a 16. Uno ogni quindici minuti nelle quattro ore di apertura pomeridiana. I test sierologici qualitativi hanno preso il via mercoledì su oltre trenta laboratori accreditati con centinaia di screening già effettuati. E circa mille già in lista d'attesa. Tutti con ricetta medica pronta. Il costo definito dalle strutture private umbre è di 40 euro. Al primo test sierologico segue un test rapido quantitativo e ancora dopo, in caso di presunta positività, è previsto il tampone. Se anche al primo vaglio c'è l'indicazione di possibile contagio, scatta la quarantena obbligatoria e l'inserimento nella banca dati della Regione, attraverso un'apposita app. Intanto il tema dei “test pungidito” è stato all'attenzione del comitato di controllo della Regione. Un audizione il direttore della protezione civile, Stefano Nodessi Proietti, ha spiegato che nei momenti concitati dell'emergenza di marzo ha dovuto recepire l'urgenza di dotare la Sanità umbra di test per lo screening veloce, necessari per il triage esterno agli ospedali. Sono dunque stati acquistati dalla Prociv 15mila test rapidi sierologici e 15mila test molecolari. Il prezzo inizialmente richiesto per i sierologici era di 27 euro cadauno, a cui la Regione non ha aderito, cercando invece altre offerte, trovando i test a 16,50 euro e acquistabili, infine, a 16 euro. Stessa cosa è avvenuta per i 15mila test molecolari, prezzati 35 euro cadauno. Il risultato, ha sottolineato il direttore Nodessi, è stato che la Sanità umbra ha ottenuto buoni risultati con lo screening, infatti ha richiesto proprio il 5 maggio ulteriori 15mila kit rapidi. Inoltre, ha aggiunto il direttore Nodessi, il 19 marzo i test pungidito non erano ancora omologati dall'Istituto superiore della sanità e si doveva fare presto. La combinazione fra i due test adottati è risultata efficace, come nella gestione della zona rossa di Giove, dove sono stati testati 1400 abitanti e trovati 73 positivi. Solo a questi ultimi è stato fatto anche il tampone, che richiede più tempo, non solo qualche minuto come il primo, per dare il risultato.