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Coronavirus, l'Umbria riapre per gradi: problemi nei parchi e sugli autobus

Alessandro Antonini
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di Alessandro Antonini Un ritorno graduale alla normalità. Con qualche caso di mancato rispetto delle norme sul fronte trasporti pubblici. E un aumento del pendolarismo: studenti fuori sede che da Perugia sono tornati nelle regioni di appartenenza. Dalle aree verdi ai cimiteri, dal caffè da asporto nei bar ai rivenditori d'auto passando per i treni e gli autobus, gli umbri sono tornati a muoversi nella Fase 2. Sono 183 mila sul posto di lavoro, stando ai codici ateco. Una platea solo potenziale. Stimati in 77 mila gli addetti di manifattura e edilizia che realmente sono usciti dalla quarantena per tornare in fabbrica o nei cantieri. Al mattino in tanti hanno scelto di tornare nei parchi. Al percorso verde di Perugia erano una ventina, alle 9. Triplicati per mezzogiorno. Runner, ciclisti, famiglie con bambini. La polizia locale ha segnalato la mancata osservanza delle distanze al percorso verde, parco Sant'Anna e Montegrillo. Gruppi di persone segnalate anche in piazza Partigiani. A Terni intervento della polizia al parco della Passeggiata. Ma niente multe. Quasi tutti i podisti si sono spostati con l'auto privata. Anche il trasporto pubblico locale è in piena fase 2. Alla stazione di Fontivegge otto agenti Polfer, affiancati da cinque colleghi della questura, alle ore 10 avevano già registrato 100 passeggeri in partenza “per lo più studenti fuori sede”, ha detto uno degli operatori, e 65 in arrivo. “Con il lockdown ne circolavano al massimo 30 al giorno tutti compresi”. I collegamenti ferroviari sono passati da 25 a 45. Il traffico più consistente, informa Giuseppe Angelini, portavoce Fs, “è stato verso Roma”. Sono raddoppiati anche gli autobus. A Perugia al lavoro addetti Busitalia aggiuntivi e disposte corse bis per le linee più affollate. “Per quanto riguarda le mascherine, non sono poche le segnalazioni di gente pretendeva di salire senza. Gli autisti si sono attenuti alla procedura e non li hanno bloccati. In un paio di casi hanno dovuto chiamare la centrale”, fanno sapere dalla rsu Busitalia. A Terni sono partiti per la Capitale col primo treno 38 persone. Erano 15 durante il lockdown. Contro il pericolo assembramenti la prefettura di Perugia ha annunciato più controlli: oltre a forze dell'ordine e prociv, in campo volontari di associazioni private e pro loco.