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Coronavirus in Umbria, il presidente di Confprofessioni: la burocrazia rende impossibile il nostro lavoro

Catia Turrioni
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 Coronavirus in Umbria: il lavoro di migliaia di professionisti soffocato dalla burocrazia in un momento di emergenza in cui, invece, la burocrazia dovrebbe essere azzerata. E' quanto denuncia Roberto Tanganelli, presidente di Confprofessioni Umbria, l'associazione sindacale che racchiude tutto il mondo professionale e che rappresenta 1.520 studi professionali (commercialisti, avvocati, notai, ingegneri, medici e psicologi) con 3.534 dipendenti. “Prendiamo in esame l'opportunità di richiesta per le imprese e i professionisti dei tanto decantati 25 mila euro - spiega Tanganelli - Innanzitutto ricordiamo che sono un finanziamento, quindi un indebitamento, per chi li richiederà ma soprattutto dobbiamo evidenziare la distanza fra i proclami del governo e la cruda realtà. Chi vuole chiedere questa linea di finanziamento si reca in banca ed ogni istituto richiede una serie di documenti. In media, per una società di persone, ci sono venti allegati da inoltrare alla banca. Comunque anche quando le pratiche sono completate regolarmente le risposte delle banche restano insoddisfacenti, nessuna certezza sui tempi effettivi dell'erogazione, che variano da pochi giorni a settimane”. Una situazione al limite del gestibile che poi va a ripercuotersi anche sull'impresa che lo specialista di turno rappresenta. Confprofessioni ingloba professionisti di più settori, ognuno con i suoi problemi. “Commercialisti, consulenti del lavoro e revisori contabili sono costretti a fare i conti ogni giorno con la distanza tra quanto comunica il governo tramite decreti e la reale realizzazione dei benefici - evidenzia il presidente Tanganelli - Basti ricordare la confusione che c'è stata per richiedere il bonus dei 600 euro per gli autonomi, con il sito Inps che si è bloccato”. Gli avvocati? “L'emergenza Covid, ha di fatto, congelato l'operatività dei legali. L'ultimo decreto ha di fatto spostato all'11 maggio il termine del rinvio d'ufficio dei procedimenti civili e penali pendenti presso gli uffici giudiziari. E così molti procedimenti saranno rinviati a fine anno”, spiega Tanganelli. Situazione drammatica anche per ingegneri, architetti, agronomi, geologi e tecnici: “Il lockdown imposto dall'alto ha provocato interruzioni di commesse e, nei casi peggiori, il loro annullamento. Per una categoria di professionisti da molto tempo poco florida rischia di essere uno tsunami, con gravi effetti immediati e gravissime conseguenze nei prossimi mesi”, sottolinea ancora il presidente Tanganelli. Che si lascia andare a una riflessione sul futuro dei tanti professionisti che rappresenta: “Sarà un professionista rinnovato, prima di tutto nella consapevolezza che non può più andare avanti come prima - evidenzia - Sarà un professionista che saprà far convivere analogico o digitale, consapevole che le due dimensioni fanno parte oramai della stessa realtà”.