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Coronavirus Umbria, associazioni di categoria: serve atto di coraggio della Regione per far ripartire economia

Catia Turrioni
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Coronavirus in Umbria, le associazioni di categoria chiedono un atto di coraggio per far ripartire l'economia. “Le nostre imprese sono esasperate come non mai, sono pronte davvero a tutto, anche a proteste eclatanti”: Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria, boccia senza mezzi termini le misure adottate dal governo Conte e rivolge un appello alla presidente della Regione, Donatella Tesei, perché consenta alle attività meno a rischio di ripartire dopo il 4 maggio. L'ulteriore rinvio della riapertura degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e di tante attività del turismo e dei servizi, annunciata domenica sera dal premier Conte, viene definita "una follia" da  Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria. Anche il presidente di Fipe Umbria Confcommercio, Romano Cardinali si fa portavoce del gravissimo malcontento che serpeggia nella categoria. “La misura è ormai colma”, sottolinea Cardinali “e le imprese sono stremate". Misure del governo inaccettabili vengono definite anche da Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria e Mauro Franceschini, presidente regionale Confartigianato. Servizio integrale sul Corriere dell'Umbria di martedì 28 aprile