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Coronavirus, primi cento test seriologici ai dipendenti dell'Alcantara a Nera Montoro, in provincia di Terni

Giorgio Palenga
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Coronavirus, al via i test sierologici nello stabilimento Alcantara di Nera Montoro, dalla mattina di martedì 21 aprile 2020. Per ora si tratta di esiti negativi stando alle dirette testimonianze degli operai. Coinvolti circa 500 addetti, ma per il momento solo tre turni sono stati esaminati poco meno di 100 dipendenti. Una volta ottenuto il risultato l'operaio e l'impiegato si comporterà di conseguenza. Tutto è protetto dalla privacy ma, in caso di positività, l'addetto dovrà rimanere a casa in attesa del tampone autorizzato dalle aziende sanitarie locali per capire se gli anticorpi segnalano la permanenza del Covid 19 o l'asintomaticità o la sconfitta del virus stesso. Intanto, a tutti i dipendenti, sono stati consegnate all'ingresso dello stabilimento le dotazioni personali di protezione: mascherina, guanti e occhiali. “Oggi la nostra responsabilità sociale d'impresa è volta a garantire la salute dei nostri lavoratori. Non è un problema di riapertura, ma di continuità d'impresa - spiega il ceo Andrea Boragno. Alcantara ha una storica tradizione di impegno di responsabilità sociale di impresa. Tant'è - osserva - che nel 2009 fu la prima azienda italiana certificata Carbon Neutral, sottolineando l'impegno per il rispetto dell'ambiente e la compensazione delle emissioni per contrastare il cambiamento climatico”. Ovviamente tutta la strategia di sicurezza e prevenzione per la tutela degli addetti, è stata studiata di concerto con la Regione Umbria e con le rappresentanze dei lavoratori. Da ieri periodicamente tutti saranno sottoposti ai test rapidi, per individuare se il soggetto sia contagiato, o se anche solo possa essere un asintomatico in grado di contagiare. Per i casi sospetti si prevede l'effettuazione del tampone.  Alcantara è fra le prime aziende in Italia a dotarsi di procedure aggiuntive e volontarie rispetto a quanto previsto dalla legge. Il fine delle procedure è chiaro. “Questa soluzione metterebbe inoltre al riparo l'azienda da eventuali chiusure repentine dovute al rischio di contagio nel caso un dipendente si ammalasse dopo la riapertura, costringendo la fabbrica ad un improvviso e costoso fermo”, commentano dall'azienda. (Leggi della ripresa all'Ast di Terni)