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Coronavirus, Tesei annuncia: "Lavoriamo alla fase 2 subito dopo Pasqua"

Francesca Marruco
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di Francesca Marruco Dopo Pasqua. E' questo l'orizzonte temporale dato dalla presidente della Regione, Donatella Tesei, per iniziare a ragionare in maniera più stringente sulla fase 2. O forse per iniziare a rendere noto alla popolazione, come si farà a riprendere una vita un po' più normale di quella delle ultime settimane, condizionata dall'emergenza Coronavirus.  “Noi - ha detto la governatrice in conferenza - stiamo già andando avanti sulla fase 2, dato anche che la nostra regione ha delle peculiarità rispetto alle altre Regioni e lo facciamo ogni giorno confrontandoci con il livello nazionale”. Già perché, su come impostare il “dopo” l'interlocuzione è doppia: da una parte quella nazionale, che si svolge a livello di Conferenza Stato Regioni, “dove - ha rimancarto Tesei - siamo e vogliamo essere protagonisti nel decidere insieme modalità e situazioni” e poi c'è quella umbra a cui l'ufficio di presidenza lavora già da un po'. “La prossima settimana - ha annunciato la governatrice - ci sarà un tavolo a cui parteciperà il nostro comitato scientifico, ci sarà la sanità, ma anche l'università e insieme a loro studieremo, tempi modi e situazioni per essere pronti a ripartire nel modo giusto e in sicurezza, continuando ad avere un confronto costante con il mondo economico e l' imprenditoria umbra, dai più piccoli ai più grandi per ripartire in tempo e in sicurezza”. Il punto è tutto lì: ripartire prima che sia troppo tardi. Lo ha sintetizzato l'assessore alla sanità, Luca Coletto, che ha detto di dover evitare una “pandemia econonomica”. A livello nazionale, ha spiegato Tesei, si sta studiando come fare, perché “ci sono alcune aziende strategiche, alcune filiere e produzioni che se non possono ripartire rischiano di diventare un problema”. Per quanto riguarda l'Umbria, “se i numeri continueranno ad essere così positivi - spiega la presidente - abbiamo in mente una serie di progetti per far la regione”. Ma niente facili entusiasmi, Tesei richiama all'ordine: “E' vero, gli ultimi dati sono confortanti, ma impongono di mantenere ciò che stiamo facendo per non buttare tutti i sacrifici fatti, anche in termini di vite umane, perché è vero che abbiamo il tasso di letalità più basso d'Italia, ma una vita è sempre una vita”.