Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Coronavirus, mancano i reagenti per i tamponi: ospedale e università fanno da soli

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

I reagenti per effettuare i tamponi scarseggiano. L'ospedale di Perugia stanzia 725.869 euro per un “acquisto urgentissimo” di 345 pezzi (kit con provette reagenti) per testare il Coronavirus. L'allarme per la mancanza di reagenti è certificato anche dall'Università di Perugia, che ieri ha richiesto “in via urgente” a tutti i centri di ricerca di ateneo i reagenti mancanti. Di fatto li requisisce. La stessa procedura è stata attivata dal Santa Maria della Misericordia per l'acquisto diretto. Si tratta di “materiale diagnostico richiesto con estrema urgenza”, è scritto nella delibera di acquisto firmata dal commissario straordinario, Antonio Onnis, l'8 aprile. Test “indispensabili per la diagnosi di Covid 19 da consegnare entro pochi giorni”. Fa eco il comunicato accademico diramato ieri. “A tutto il personale di ricerca dell'ateneo, si chiede con la massima urgenza di comunicare all'indirizzo di posta elettronica “[email protected]” se si ha a disposizione il composto ‘Guanidina Tiocanato' oppure la soluzione ‘Trizol'. La richiesta è motivata dal fatto che questo reagente sta scarseggiando e tra poco non sarà più sufficiente ad affrontare le necessità dei centri regionali di diagnostica Sars-Covid-2 che lo utilizzano per estrarre Rna virale”. Si tratta del passaggio fondamentale dell'analisi dei tamponi molecolari. Proprio sul numero dei tamponi fatti si impernia la strategia per individuare i positivi e arginare il virus. Negli ultimi due giorni la quota umbra è tornata sulle mille unità, ma ci sono stati dei giorni a cavallo con la scorsa settimana, in cui si è andati anche sotto la metà. Il 6 aprile l'assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, aveva messo in evidenza come la Protezione civile centrale non inviasse reagenti in numero sufficiente. “E' da più di dieci giorni che li chiediamo, ma mancano a livello nazionale”, ha detto Coletto. Il laboratorio del Santa Maria della Misericordia, sull'esempio di quanto fatto a Torino, sta lavorando per un protocollo con l'università che consentirebbe di produrre in proprio i reagenti. In parte già si fa. Intanto dal 15 aprile arriveranno 15 mila test rapidi, che nella fase di sperimentazione andranno validati dai tamponi tradizionali. Di reagenti ce ne sarà sempre più bisogno.