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Coronavirus in Umbria, ripartenza: commercianti e artigiani lanciano l'allarme burocrazia

Alessandro Antonini
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La burocrazia rischia di affossare il decreto liquidità del governo varato per consentire la ripartenza economica in emergenza Covid. E' quanto sostiene il presidente della Camera di Commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni. E l'Umbria potrebbe subirne pesanti conseguenze. Gli uffici camerali mettono in evidenza i numeri negativi del cuore verde: su 500 alberghi, ne sono chiusi 490, il turismo è azzerato, le imprese artigiane accusano un calo di fatturato di 117 milioni in un solo mese. E proprio dalla Cna, confederazione nazionale artigiani dell'Umbria, arriva la richiesta di ripartenza. Roberto Giannangeli, direttore regionale, indica i settori che possono riaprire in sicurezza: esportatori, servizi alla persona, impiantistica. Giannangeli ha certificato che sono 3.300 le imprese artigiane umbre che usufruiscono degli ammortizzatori sociali a causa del Coronavirus, ossia il fondo bilaterale di solidarietà degli artigiani.