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Coronavirus, Umbria: imprenditori verso il fallimento, i Comuni sospendano le tasse, appello di Confcommercio

Marina Rosati
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Rigorosamente “da remoto” Confcommercio Umbria ha riunito la propria Giunta, per fare il punto sull'emergenza da Coronavirus che ha messo in ginocchio l'economia regionale e migliaia di imprenditori, che temono fortemente di non farcela. “Le nostre imprese – sottolinea il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni – hanno necessità di ossigeno finanziario, per compensare lo stop totale degli incassi, che rischia realisticamente di protrarsi per mesi, almeno per il turismo, mentre nel contempo le spese corrono ugualmente. Piuttosto che dare quattro spiccioli “a pioggia”, allora, bisogna che la Regione concentri le risorse disponibili – peraltro assai limitate – per abbattere in toto i costi degli interessi e delle garanzie - attraverso ad esempio l'intervento della finanziaria Gepafin – così da ottenere un effetto moltiplicatore di queste risorse e favorire la concessione alle imprese di liquidità immediata per gestire questi mesi di totale emergenza. Bisogna anche assicurare, tramite accordi con le banche, che questi interventi non abbassino il rating delle imprese, penalizzandole ulteriormente”. C'è un altro “fronte” sul quale Confcommercio Umbria torna all'attacco, dopo averlo fatto già nei giorni scorsi: se a livello nazionale serve una moratoria sulle scadenze fiscali ben più ampia e inclusiva, in parallelo viene rilanciata la richiesta ai Comuni di differire almeno fino al 30 settembre 2020 il pagamento delle tasse locali: Tari, Imu, Cosap e Imposta sulla pubblicità. A cui si aggiunge una istanza in più, come spiega ancora Mencaroni: “Per la Tari - che per alcune tipologie di imprese, come le strutture ricettive, le concessionarie, i rivenditori di mobili etc., ha un peso altissimo, ma che per tutti è un onere gravoso - dobbiamo addirittura discutere di una riduzione proporzionata ai mesi di chiusura. Perché le imprese debbono pagare rifiuti che non producono, dato che sono chiuse? Su questo teniamo vivo il confronto anche a livello territoriale. A questo proposito ci conforta il fatto che anche Anci Umbria, con il suo presidente sindaco di Narni De Rebotti, abbia fatto propria la richiesta alla Regione Umbria – di cui va riconosciuta la primogenitura al Comune di Assisi e immediatamente sostenuta da Federalberghi Umbria e Confcommercio Umbria - di smobilizzare gli accantonamenti dei fondi per i crediti di dubbia esigibilità dei Comuni, così da compensare la decontribuzione a favore di famiglie e imprese. Così come ci conforta il fatto che Comuni importanti come Foligno e Spoleto abbiano fatto slittare le scadenze di alcuni tributi, anche se non nei termini auspicati”. Leggi anche: Coronavirus, mutui e tasse: ufficiale la sospensione. Ecco come funziona per tutte le scadenze Coronavirus, arriva maxi decreto: interventi per 25 miliardi, cassa integrazione e una tantum per autonomi