Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Scommesse, bufera Goretti. Il Perugia: il club non è coinvolto

Nicola Uras
  • a
  • a
  • a

Roberto Goretti nella bufera delle scommesse. Il suo nome, anzi il suo nickname Goret sul software Skype, compare al centro del nuovo filone d'indagine della Procura di Cremona sul calcio scommesse. Secondo l'indagine del pm Roberto Di Martino l'attuale diesse biancorosso avrebbe consigliato e gestito combine riguardanti il tennis e il calcio. LEGGI Anche il nome di Goretti nell'inchiesta scommesse La bomba è lanciata dalle pagine della Gazzetta dello Sport. Sono pubblicate le conversazioni - su Skype - con Manlio Bruni, ex commercialista di Beppe Signori, uno degli arrestati della prima ora. I due provano a convincere Daniele Bracciali (tennista aretino arrivato sino al numero 49 del ranking Atp del tennis) a combinare delle partite. E tramite Bracciali tentano di avvicinare anche Simone Bolelli (tennista bolognese). “Il 7 ottobre Braccio (Bracciali, ndr) fa il campionato italiano e cerchiamo di acquistare Bolelli, il suo nickname su skype è simobole o bolesimo. Quando torna Braccio da Rennes vorrei prenderli insieme” scrive Goretti nel settembre 2007. La risposta di Bruni è: “si, bravo, fargli capire che paradossalmente adesso sarebbe il momento migliore”. Nell'ottobre dello stesso anno Bruni e Goretti si confronterebbero sulla possibilità che lo stesso Bracciali possa convincere oltre a Bolelli anche Seppi. Mentre a dicembre sempre Bracciali informerebbe Bruni sul fatto che ha trovato un accordo con Starace. Secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, Goretti - in quegli anni giocatore dell'Arezzo (dall'estate 2006 a quella del 2008) e del Como (dall'estate 2008 a quella del 2009) - sarebbe stato facilitato all'aggancio dei tennisti proprio perché tutti di base nel capoluogo aretino dove Bracciali e Starace si allenano. Goretti a Bologna avrebbe conosciuto il commercialista Bruni e lo avrebbe avvicinato al mercato, definito “milionario”, del tennis “che regala soldi a tutti, mentre il calcio è rischioso”. Le chat di Bracciali spiegano come si trucca un match: basta perdere, cercando di portare a casa un numero di game; oppure in compagnia e allora la combine si fa più sofisticata e occorre parlare con il proprio avversario. I soldi offerti (dai 20 ai 60 mila euro) sono tanti perché chi paga poi scommette cifre alte su Singapore, apre conti correnti all'estero o in paradisi fiscali come San Marino arrivando a guadagnare cifre stellari. Ad aprire questo ulteriore filone è stato l'incidente probatorio (non è ripetibile e ha valore di prova) richiesto dal pm Di Martino e ottenuto dal gip Guido Salvini sugli apparecchi prelevati nelle precenti perquisizioni nell'ambito dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse (primi arresti nel 2011). E sono proprio le conversazioni sulla chat di Skype - considerate al riparo da ogni controllo - ad aver messo nei guai Goretti. Chi si aspettava una presa di posizione immediata da parte di Goretti e del club è rimasto deluso. La società del Perugia prende tempo e annuncia di parlare in conferenza nel pomeriggio di giovedì in modo da approfondire la vicenda. La società “per non lasciare la nostra gente nell'ansia - si legge nella nota - precisa che il Perugia non ha nessuna responsabilità oggettiva nella vicenda e in modo assolutamente certo esclude ripercussioni per la società stessa”. Il cellulare di Santopadre squilla invano, così come quello di Goretti. Nessuna risposta. Ma il diesse nel declinare cortesemente l'invito a parlare ci spiega che non è ancora il momento. E dà appuntamento a giovedì. Roberto Goretti oltre a pensare solo al tennis non farebbe mancare il suo interessamento anche al calcio. Nel mirino del pm Di Martino ci sarebbero partite di A, B e Lega Pro delle stagioni 2007/2008 e 2008/2009 in una prima fase. Si arriverebbe anche alle stagioni 2009/2010 e 2010/2011. In quest'ultima stagione Roberto Goretti però ha giocato nelle fila del Perugia (campionato di serie D). Ma qualsiasi eventuale tipo di attività illecita non metterebbe in alcun modo a rischio il Perugia. Infatti una società di calcio potrebbe “cadere” nella responsabilità oggettiva solo nel caso in cui i vantaggi - diretti o indiretti - dalle eventuali attività illecite siano riferibili allo stesso campionato di militanza. Caso dunque escluso. Probabile comunque che Roberto Goretti si presenterà alla conferenza stampa odierna indetta dal Perugia da direttore sportivo dimissionario, in modo da evitare l'accostamento del club di Pian di Massiano a eventuali ulteriori coinvolgimenti, sia in ambito tennistico che calcistico. Un passo indietro, il suo, per il bene del Grifo. Probabilmente nessuno lo sostituirà e il Perugia dovrebbe optare per una soluzione interna (Marcello Pizzimenti, attuale responsabile dello scouting e braccio destro dello stesso Goretti nelle ultime sessioni di mercato).